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From Kinks to Pixies

Uno spettro si aggira per la scena italiana.
È lo spettro dell’indiesfiga, quell’atteggiamento da finti perdenti che si crogiolano nei loro testi intellettualoidi per far fronte alla pochezza musicale.

Vi diamo una buona notizia: non è questo il caso dei The Record’s, che col loro “Money’s On Fire” si muovono tra pop rock tastieroso (delizioso l’hammond nell’opener “Cannot Sleep”) e alternative americano stile Pixies. L’attitudine è scanzonata e divertita, le melodie delicate e i pezzi brevi e ficcanti. Il disco si divide equamente tra momenti solari e pop ed episodi chitarrosi che possono riportare alla mente anche garage rocker come White Stripes o Hives. Non manca qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei momenti più lenti, e forse la tracklist avrebbe potuto beneficiare di un paio di tagli, ma quando ci sono canzoni come “Lockdown” o la titletrack tutto sommato non ci si può lamentare.

Aggiungete al quadro una produzione cristallina e (deo gratias) la pronuncia più che adeguata dei cantanti Pierre e Peter e otterrete un esordio coi fiocchi, roba da essere felici che i Record’s siano italiani.
In definitiva “Money’s On Fire” è la dimostrazione che si può suonare rock in Italia senza per forza perdersi nei meandri delle proprie masturbazioni mentali, ma solo divertendosi un mondo.

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