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Il dodicesimo e ultimo film in concorso di Alice nella Città al Festival Internazionale del Film di Roma 2014 è “The Road Within”, il film a sorpresa che si è aspettato di annunciare fino all’ultimo. È comprensibile il motivo per cui i selezionatori tenevano alla presenza di questo film, ma forse dovevamo abbassare comunque le aspettative.

Il film è un remake statunitense del film tedesco del 2010 “Vincent will Meer”, molto fedele all’originale: tre ragazzi con disordini mentali fuggono dall’istituto sperimentale che li ha in cura per coronare il sogno di uno dei tre: portare a disperdere nel Pacifico (sulle coste italiane, nell’originale) le ceneri della madre appena defunta.
Protagonisti sono Vincent (interpretato da Robert Sheehan), affetto da sindrome di Tourette, Marie (Zoë Kravitz), anoressica, e Alex (Dev Patel), germofobo e ossessivo-compulsivo. Deve essere questo il motivo di vanto per la sezione “Alice”: un tale trio di disadattati è sicuramente una provocazione insolita, cui non volevano rinunciare.

La parte iniziale del film, dove conosciamo e affrontiamo per la prima volta, con un certo shock, i tic di Vincent e Alex, è sicuramente la più interessante e quella per cui i due attori hanno dimostrato maggiore dedizione (la regista esordiente Gren Wells ci ha detto che Sheehan e Patel hanno provato la parte rispettivamente per sei e tre mesi; la già esile Zoë Kravitz invece è dovuta dimagrire di altri 10 Kg). Ma con il proseguire del film, che con la fuga dei protagonisti diventa un road-movie, gli stereotipi del romanticismo adolescenziale hanno il sopravvento, e il triangolo sentimentale viene gestito con troppa sufficienza, con buona pace delle interpretazioni da nido-del-cuculo degli inizi.

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Contro

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