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Tanto buonini

La scienza e la fede non sono mai andate d’accordo e, al contrario, si è sempre optato affinché la questione tra le due non si risolvesse mai e divenisse man mano più annosa.
Può essere che un gruppo pop irlandese sia stato in grado di conciliare i due aspetti talmente discordi? Ebbene, la risposta la otterrete ascoltando il suo ultimo lavoro.
“Science & Faith” è un album ricamato sulla dolcezza delle armonie, leggere ed orecchiabili come lo era stato il celeberrimo brano “The Man Who Can’t Be Moved” firmato dagli Script medesimi; solo a momenti lo spazio è riservato a tendenze hip-hop che fanno da sfondo a storie quotidiane di amore e di amicizia, i classici del genere soft rock a cui appartiene la band.

Niente di speciale, ma nemmeno niente di male.

Danny O’ Donoghue ha una voce assai particolare, che non viene smentita in questo LP più pop che indie; un po’ femminile, un po’ maschile, ha la capacità di amalgamarsi bene con gli strumenti e produrre ottime sonorità.
Il trio di Dublino dà il meglio di sé dal vivo, però si ammortizza nel momento in cui si tratta di registrare in uno studio al chiuso, senza contatto con l’audience e magari pure al buio.
Manca ancora la “giusta cottura”.

Pro

Contro

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