Home > Recensioni > The Shadow Line: I Giorni Dell’Idrogeno
  • The Shadow Line: I Giorni Dell’Idrogeno

    The Shadow Line

    Loudvision:
    Lettori:

Joseph Conrad guardingo

Nati nel 2002, The Shadow Line si poggiano su una (abbastanza) solida base indie-rock di cui è impossibile non notare la matrice di stampo anglosassone. Le altre influenze sono rappresentate poi dall’art rock, dal pop e dalla new wave, generi che hanno riscosso maggiore successo all’estero che nel nostro paese.

Dopo un album e alcuni EP, il quartetto ritorna con otto pezzi dai testi ricercati ed ermetici, che talvolta paiono fin troppo concettuali per essere veritieri. Lo sfondo strumentale è energico e sostenuto, con riff di chitarra serpeggianti e spasmodici riverberi che ammiccano a Editors et similia.

Nulla di particolarmente rilevante dal punto di vista dell’innovazione, ma di certo un LP piacevole all’udito.

Lo sfogo di “Oblio” contiene in sé i frammenti sonori dei Subways e le parole del cantautorato indipendente odierno, “Giorno Di Follia” attutisce lo sprint grazie al pianoforte che si concilia con il resto della strumentazione.
Contrasti ritmici a cui sfugge la genuinità, nonostante i quattro abbiano delle belle carte davanti.

Pro

Contro

Scroll To Top