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    The Shins

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Il domani è oggi

Sono passati cinque anni dall’ultimo album in studio per James Mercer e amichetti.
Cioè, adesso possiamo dire che è passato qualche giorno, visto che: voilà, “Port Of Morrow” è nei negozi di ciddì.

È il momento dei ritorni.
Il ritorno della band. Il ritorno dei membri che ne fecero parte in passato e che hanno contribuito collaborando allegramente con chi invece non se n’è mai andato. Il ritorno di un indie forse più pop che rock, ma certamente influenzato dagli anni (di gloria) ’60 e ’70, decisivi per i canoni della psichedelia.

Il tema portante è la vita – in tutte le sue sfaccettature ed ambiguità -, corredata dall’amore.
Canzoni semplici per persone che non se la tirano.

Non c’è che dire, i The Shins non deludono quando si mettono a faticare per tirare fuori idee dai cervelli sudati.
Il quarto LP del gruppo statunitense verrà apprezzato da chi già lo segue da tempo, ma potrebbe attirare anche gli inesperti del settore.
Come sempre, del resto, i gusti sono gusti.
Noi comunque consigliamo “Simple Song” per capire bene i presupposti teorici.

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Contro

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