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  • The Ship Of Fools: Let’s Get This Mother Outta Here

    The Ship Of Fools

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Viaggio sulla nave della follia rivelatoria

“Close Your Eyes And Forget The World”, queste (belle) parole introdussero e intitolarono l’album uscito nel ’93 dei qui presenti. Slogan che rimane valido ancora adesso, per intenderci, con quest’ora di musiche semplicemente spettacolari, ricche d’immaginazione, sensazioni, e palette cromaticomusicali piuttosto varia. La tentazione di premiare l’eleganza anche formale del gruppo con una sequela di urla di giubilo è davvero alta. Il punto è che sarebbe fuori luogo, primo perché il disco in questione è una raccolta riveduta e corretta dei vecchi lavori dei Nostri (il già citato “Close Your Eyes Forget The World” e “Out There Somewhere”, più EP e singoli vari), secondo perché i Ship Of Fools trasudano calma, acido lisergico e arcobaleni sfavillanti da ogni poro della loro aura. Le nove composizioni strumentali del quintetto non sono mai particolarmente sostenute, e si limitano a inseguire fantasmi musicali in odore di krautrock, o con un vago sentore dell’andamento alla Public Image Lt., tra la strumentazione seventies e i magniloquentemente sobri intrecci.
“Let’s Get This Mother Outta There” svolge quindi una funzione da disco post-indianata, quando le sostanze psicotrope volteggiano ancora nell’aria, dandovi quella calma olimpica che la vita nella società postindustriale decide allegramente di negarvi. Un disco da incoronare con un viaggio di quelli seri.

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