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Punkrockmania

Per molte persone la semplicità è un pregio. Ebbene, questo “Hung Up To Dry” dei The Sickle è un disco estremamente semplice, diretto, fresco, a tratti ingenuo.

Insomma, come definireste il disco di band come i Blink 182, o come i Simple Plan? Bene, tutti gli aggettivi che possono venirvi in mente per quelle due band potete applicarli tranquillamente ai The Sickle, non sbaglierete di certo.

Perché alla fine sono talmente semplici che non sembra esserci neanche lo sforzo per portare un po’ di originalità. Ecco perché siamo un paese di serie B sotto molti aspetti in campo musicale: siamo pieni di gruppetti esterofili derivativi fino all’inverosimile che non portano nulla di nuovo.

Per essere un disco autoprodotto la qualità del lavoro è buona, la formula del punk rock revival di matrice novantiana è copiata egregiamente e i ragazzi non osano uscire fuori dai binari di un genere adolescenziale ma al contempo vecchio e datato. Gli appassionati del genere saranno contenti di pogare in cameretta con Barry l’orsetto di pelouche, ma un ascoltatore più o meno pretenzioso capirà che ai ragazzi manca ancora tanta strada per trovare una loro identità. Sempre che vogliano trovarla, questa identità.

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Contro

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