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The solo artist

Owen Pallett è uno strano personaggio dall’aspetto totalmente fuori dai tipici schemi della rockstar e mai ti aspetteresti di vederlo sullo stesso palco dove stanno per esibirsi i Warlocks, band losengelina dall’attitudine fortemente rock’n’roll.
Il suo look rispecchia totalmente la sua musica: aggraziato, preciso, romantico.

Si presenta in camicia bianca perfettamente stirata, pantalone scuro e, cosa vedono i miei occhi, calzini bianchi che più lindi non si può.
Il concerto è già iniziato e il locale ancora non si è riempito. I pochi spettatori presenti non sono ancora completamente rapiti dallo show, ma ogni singolare creatura che ti si pone davanti ha bisogno del proprio tempo per essere capita e, nel caso, anche apprezzata. È quello che succede non appena Owen comincia a dare sfogo ai suoi pedali loop station, lo strumento ideale per chi è solo e ha tanta, troppa musica in testa perché questa venga suonata da un solo elemento.
Violino, tastiera e loop station sono i compagni di gioco di Pallett e lui, cortesemente, ci invita nella sua cameretta per ascoltare i brani che compongono l’ultimo album, “Heartland”.

Il rapporto con il pubblico diventa subito confidenziale, quasi intimo. Tanto che, al termine di una canzone, lo esorta a fare domande o chiedere spiegazioni di qualunque tipo, così che si leva forte una voce: “When did you cut your hair?!”. Risponde che li ha tagliati qualche giorno prima, a Roma, perché vedeva che tutti avevano capelli tagliati benissimo e così l’ha fatto anche lui.

Comunque, ha davvero stupito – non tanto per il suo aspetto o per l’atteggiamento così modesto e amichevole, ma per il talento che ha saputo egregiamente sfoggiare. Alla base, la sua musica intreccia una tecnica classica e insieme contemporanea, i brani sono innovativi e dall’approccio futurista, sbalorditivamente precisa è l’esecuzione. Una voce tecnicamente ineccepibile, nelle parti forti come in quelle in falsetto e più sussurrate.
Owen Pallett ha davvero stupito e si spera di rivederlo, la prossima volta, come headliner.

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