Home > Recensioni > The Soundbyte: River Of Broken Glass
  • The Soundbyte: River Of Broken Glass

    The Soundbyte

    Data di uscita: 13-06-2005

    Loudvision:
    Lettori:

Onde lunghe onde

Scivolare languidamente sugli abissi del Mare del Nord, mentre l’occhio si perde sulla ripetitività d’onde lunghe, ed una pungente aria salina scalfisce il volto d’un penetrante gelo graffiante… Un viaggio lungo due mesi, a bordo d’una nave solcante profonde ed alienanti distese, e nel frattempo si evolve una sensibilità artistica sul suono della più fisica natura… Trond Engum, geniale mente dei The Third And The Mortal, in questo progetto solista definito come “cold cutting music”, riesce a fondere perfettamente l’esperienza vissuta in mare aperto col suo background tecnologico: un armonico sodalizio tra suoni organici campionati, contestualizzati in una matrice a metà strada tra l’acustico chitarristico ed il digitale. A questo, va ad aggiungersi un complesso intrico vocale, differente per ogni brano, volto a suscitare emozioni sempre nuove in perfetta eufonia col pezzo: pulizia e limpidezza, oppure esasperazione effettistica; maschile, oppure femminile, oppure intonatissima coesistenza; abbandono, lascivia, oppure convinzione e drammaticità interpretative, nell’intento di dipingere un panorama psichico inaspettato e del tutto originale. Ci sorprende, ad un certo e circoscritto punto, l’incursione d’un trombone… Pensate all’esasperante monotonia della sconfinatezza d’acque, il cui cambio cromatico di riflesso al cielo sia fonte d’ispirazioni sottili e fugaci; pensate poi, ad un clima severo ed intransigente, in grado di stringere l’animo in una morsa di freddo che renda incapaci di tiepidi slanci; pensate infine, ad un moto perpetuo ed imprevedibile, che schiuda le viscere a riflessioni sull’umana impotenza messe a tacere dal più puro e desolante terrore… La crudezza imperscrutabile dei Void Of Silence, l’eleganza dei Monumentum, la disillusione e la schizofrenia dei Maanes, in un lento incedere senza fine, senza meta, senza speranza.

Scroll To Top