Home > Recensioni > The Soviettes: LP III

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“Paranoia Cha Cha Cha”, ecco le Soviettes

Enumerazione discografica Zeppeliniana per questo quartetto di Minneapolis, ma stile lontano anni luce dagli inglesi di “Stairway To Heaven”. Le Soviettes arrivano, col presente, al terzo studio-album, per l’appunto, dopo una serie di partecipazioni a note compilation punk rock inerenti la scena americana. E proprio di punk rock si tratta in questo caso, forse scontato e stereotipato come pochi altri generi, ma pur sempre sincero e senza fronzoli, come la musica più istintiva vuole. Se infatti la voce femminile potrebbe depistare l’attenzione dell’ascoltatore su band già ascoltate (The Donnas et similia, non che le affinità siano poi così irrintracciabili), la sezione ritmica non inganna neanche per un secondo e quello che poteva sembrare rock’n’roll ribelle di matrice femminista diventa invece una riscoperta della scanzonata attitudine stradaiola dei godfather Ramones, con annessi e concessi archetipi di estrazione punkarolla (“Hanging Up The Phone” insegna). E poi quattordici pezzi sparati senza sosta in poco più di ventinove minuti non sono roba da tutti (Zeke a parte), come se con la capacità di sintesi si volesse ricordare al pubblico che in fondo queste sono solo canzonette, adatte sì a far festa, ma allo stesso tempo consapevoli che avanzare pretese di elitarismo significherebbe castrarsi da soli ai blocchi di partenza. E allora che bombe come “!Paranoia Cha Cha Cha!”, “Middle Of The Night”, “Whoa” o “Roller Girls” ruotino libere negli stereo di chi cerca una soluzione in grado di ovviare alla musica radiofonica di turno, a meno che non si decida di virare consapevolmente e senza ripensamenti su generi di più altolocata frequentazione. Sappiate solo che le Soviettes non pretenderanno nulla se non il vostro disinteressato intrattenimento.

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