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  • The Strokes: The New Abnormal

    RCA Records / Sony Music

    Data di uscita: 10-04-2020

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Nell’agosto del 2001, quando il nuovo millennio era una parentesi aperta su un vuoto che sapeva di speranza, uscì in Inghilterra “Is This It”, primo album degli Strokes. Nessuno o quasi li conosceva. E nessuno pensava che quell’album, tra i tanti – troppi – simili, avrebbe cambiato tutto, ridefinendo gli stilemi di un genere, quello dell’indie-rock americano con le sue centomila contaminazioni tra rock ‘n’ roll e new wave. Facevano ballare, gli Strokes. Il loro sound era fresco, brillante, genuino. Sincero. “Is This It” fu il disco giusto nel periodo storico giusto.

Quel 2001 sembra lontano anni luce. Di mezzo ci sono stati l’11 Settembre, la crisi finanziaria, gli attentati in Europa e la funesta quanto attuale emergenza sanitaria COVID-19. Ecco che la speranza di una nuova rinascita, la convinzione che la storia l’avremmo fatta e non subìta, si è spenta. Il nostro animo è diverso, in vent’anni è cambiato tutto e non sempre in meglio. Qualcuno, come gli Strokes, è rimasto. Ed ascoltando “The New Abnormal”, la loro ultima uscita, ce ne si rende conto con sollievo.

Già i primi singoli, nell’ordine “At The Door”“Bad Decisions”  “Brooklyn Bridge To Chorus”, lasciavano intendere che qualcosa di interessante bollisse in pentola. E così, disco alla mano, traccia dopo traccia, il sound degli Strokes ci sembra quello lì, il loro, così consolatorio, così nostalgico. Sincero, come quel primo disco ancora insuperato. Immaginateveli solo un po’ più cresciuti, con una produzione più pulita e raffinata (e qui un plauso va a quella vecchia volpe di Rick Rubin), più tastiere, più falsetti, più squisitamente pop.

E così, in questo strano periodo pieno di tribolazioni, tempestati dalle immagini di una New York deserta, la stessa New York in cui gli Strokes sono nati, “The New Abnormal” ci tiene compagnia. Emerge allora il presentimento che questo album non sia bello (solamente) in quanto tale, ma anche per il tempo, le circostanze ed il contesto in cui è uscito. Un po’ come accadde per “Is This It”.

Bentornati. E grazie.

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