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    The Tangent

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Tre generazioni di progressive ma novità poche

In questo settembre ricco di nuove uscite per la Inside Out, spicca sicuramente The Tangent, un nuovo progetto opera delle menti di Andy Tillison e Roine Stolt. Come ampiamente pubblicizzato, questo disco mette a confronto tre generazioni di prog: la prima è rappresentata dal sassofonista dei Van Der Graaf Generator, David Jackson; le altre due da Roine Stolt dei The Flower Kings e da Andy Tillison, tastierista dei Parallel or 90 Degrees. L’album, il cui titolo fa riferimento alla situazione attuale della musica prog, consta di tre suite più un brano singolo; dura circa tre quarti d’ora e presenta un progressive rock dal gusto decisamente retrò. È sicuramente un omaggio alla musica degli anni Settanta. Probabilmente a questo si deve la presenza di David Jackson, grande musicista dei VDGG, gruppo certamente all’avanguardia per quel periodo, ma troppo cervellotico per il sottoscritto. E senza ombra di dubbio, proprio la magia dei fiati di Jackson conferisce quel tocco poetico che allontana, seppur in minima parte, il sound del disco dagli stereotipi del genere. Per il resto, la solita ricercatezza musicale e evidenti virtuosismi dei solisti, ma senza grossi interventi nell’innovazione. Spicca tra le tre suite la Canterbury Sequence, un omaggio alla scena “canterburiana” del prog. Brano in tre movimenti, denota una chiara matrice jazzata a metà tra i Soft Machine e gli Hatfield and the North, ma qua e là emergono anche sonorità debitrici dei Caravan. Gli altri, invece, rappresentano un prog classico con qualche aggiunta fusion, ma nulla di più.

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