Home > Recensioni > The Temper Trap: Unconditional
  • The Temper Trap: Unconditional

    The Temper Trap

    Data di uscita: 02-11-2010

    Loudvision:
    Lettori:

Solo perché sono loro

Chi non è stato colpito da “Sweet Disposition”, potrebbe essere considerato dai più un essere umano fortunato; dai meno- cioè noi-, invece, uno sprovveduto. Diciamolo: i Temper Trap sono bravi, sono teneri e soprattutto australiani. Che poi abbiano deciso di darsi ai remix, questa è un’altra storia.

I dieci brani, uno più danzereccio e discotecaro dell’altro, eccezion fatta per rarissimi casi, ripercorrono le tappe segnate dal gruppo indie rock in una chiave di completa estraneità rispetto agli originali.
Si rimane scettici nei primi minuti di ascolto, probabilmente perché non ci si aspettava una tale scelta da The Temper Trap. Sta di fatto che coloro che si sono cimentati nei remix non sono personaggi da poco, ma siamo ancora lontani dall’attribuire un senso compiuto al tutto.

Solitamente le riedizioni dei propri brani costituiscono la prima idea che balza in mente ai gruppi in progressivo declino, un po’ per mancata inventiva, un po’ per risollevare le sorti della carriera. Strano che l’opzione sia stata valutata anche dalla band di Melbourne, all’apice del successo grazie a singoli quale “Love Lost”.

Le canzoni, riproposte da artisti quali RUSKO, Peter, Bjorn & John ed altri, nonostante tutto, sono ben fatte e piacevoli all’udito.
Un’operazione soltanto commerciale o qualcosa di più profondo?

Pro

Contro

Scroll To Top