Home > Recensioni > The Ting Tings: Sounds From Nowheresville
  • The Ting Tings: Sounds From Nowheresville

    The Ting Tings

    Loudvision:
    Lettori:

Scheletri pop

Erano giunti alla gloria con pezzoni mainstream quali “Great DJ”, “That’s Not My Name” e “Shut Up And Let Me Go”, poi si erano seduti e nel sedersi per quattro anni di fila gli erano venute le emorroidi. Ecco perché si sono alzati e sono corsi di fretta in studio di registrazione.

Parliamo di Katie White e Jules De Martino, a.k.a. The Ting Tings, tornati con un album sicuramente sul commerciale andante, ma con maggiore groove. Anzi, con groove, visto che prima manco c’era.

I ritmi migliorano rispetto alla troppa basilarità di “We Started Nothing”, tanto che si riesce addirittura a percepire uno spruzzo di influenza latino-americana e afro (“Soul Killing” e “Hit Me Down Sonny”). Segno che il tempo fa crescere un pochetto anche il pop.

L’immagine del duo non ha bisogno di essere ulteriormente ornata di allori visto il successo raggiunto nel 2008 soltanto con un singolo. Questo LP incrementerà i fan, molto probabilmente. Quel che ci si augura d’altra parte è che i The Ting Tings facciano vedere di essere bravi anche dal vivo, cosa per nulla dimostrata scientificamente fino ad ora.

Pro

Contro

Scroll To Top