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  • The Tories: The Upside Down

    The Tories

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Power Pop Extravaganza

Della serie, mai affrettare i giudizi: mi è stato appioppato questo promo, confesso di essere stato seriamente tentato di battere il record mondiale di lancio del disco. Vinta la tentazione, il lancio è stato fatto comunque, ma molto più professionalmente la direzione è stata quella del cd-player. Dopo un paio di ascolti sono pronto a cospargermi il capo di cenere: questo “The Upside Of Down” è davvero un bel disco di power pop a stelle e strisce, che delizierà i (pochi) amanti del nu breed statunitense che dovessero inavvertitamente avventurarsi tra queste pagine. Il trio in questione, formatosi a Los Angeles, propone undici brani caratterizzati da melodie accattivanti ed armonie i cui punti di riferimento possono essere individuate nel sound dei grandi padri di quel genere, i Cheap Trick, ma anche in quello di nobili discendenti come i Jellyfish, i Redd Kross e, perché no, i Foo Fighters, per non parlare degli sporadici richiami ai Beatles (“Everything Keeps Coming” ne è un esempio). L’approccio musicale dei Tories dimostra comunque una già raggiunta maturità compositiva, ed una notevole chiarezza di idee, che si esplicitano in brani di forte impatto come l’iniziale “Would You Notice”, un potenziale hit-single che, se ben promosso, potrebbe davvero fare sfracelli nelle classifiche d’oltreoceano, oppure nella accattivante “Superconductor”. Tra i miei brani preferiti cito comunque la Foo-Fighteriana “Time For You”, aggressiva e melodica allo stesso tempo, la schizoide “Come Unglued” e l’ammaliante “Greatest Foe”. In definitiva, un disco valido ma che per ovvie ragioni mi sento di consigliare solo a chi di voi abbia orecchie già abituate a questo tipo di sonorità – gli altri ne stiano ben alla larga.

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