Home > Recensioni > The Treehouse: Ore

Perfezioni nel Lincolnshire

Voci pulite, chitarrine, pianoforti d’accompagnamento, un’autoproduzione da gran maestri: se volessimo isolare le caratteristiche di “Ore”, sarebbero questi gli elementi a venire alla mente.

Il quintetto dei Treehouse viene da Lincoln – inoffensiva città dell’Inghilterra nota ai più per la sua cattedrale – ed esordisce con il suo primo EP. Si è dalle parti del folk, ma quello più influenzato da una vena poppettara non sempre graditissima, evidente nelle armonizzazioni e nei ritornelli orecchiabili.

Con una produzione e una visione d’insieme tale, i Treehouse sono già un gruppo nella propria maturità. Non fosse che la loro perfezione pop è davvero troppo pulita per non tradire una certa superficialità. Non è un caso che, quando il gruppo si sporca le mani nelle sonorità rallentate e quasi gospel di “Ore” o nella coda lunghissima di “What’s Up Now?”, dà il meglio di sé. Ci si augura i cinque intraprendano questa seconda strada. Nel frattempo, buona fortuna.

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