Home > Recensioni > The Twilight Singers: Dynamite Steps

Never a disappointment

Inutile girarci troppo intorno, ogni nuovo progetto di Greg Dulli ha su di sé la responsabilità di confermare uno degli artisti che più ha dato al rock indipendente, personaggio che rimbalza da un progetto all’altro con collaborazioni che lo legano solo e sempre ad artisti di primissimo piano.

Questo “Dynamite Steps”, che fa ricomparire a distanza di cinque anni The Twilight Singers, ha esattamente quello che ci si aspetta da un disco di Dulli, l’affascinante incontro fra rock e musica nera legata dalla voce inconfondibile del cantante di Hamilton che sembra, con quest’ultima uscita, dare molto più forma ad una band che fino a questo momento aveva convinto sempre a metà.

“Dynamite Steps” potrebbe essere il miglior disco di Greg Dulli post-Afghan Whigs, perché ascoltando brani come la opener, “On The Corner” e “The Beginning Of The End” si ha la sensazione di essere davanti alla sintesi del lavoro di un artista girovago, sensibile e rissoso, finalmente arrivato alla fine del percorso cominciato nel 1988.

Un’altra lode va fatta alla scelta delle collaborazioni che purtroppo molto spesso è un modo per pubblicizzare l’uscita dell’album; qui Mark Lanegan, Ani Di Franco e Gene Trautmann lavorano alla causa sposando con grazia la cifra stilistica dell’opera.

Pro

Contro

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