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  • The Vickers: Fine For Now

    The Vickers

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Rock sbarazzino from Tuscany

Dopo l’EP acustico dello scorso anno, i The Vickers tornano con un vero e proprio album di undici tracce che riprende tutto il filone che ha reso celebri indie band del passato che nel nome hanno il “The” e terminano con una “s” (ma anche no).

L’apertura (e tutto ciò che segue) è estremamente Libertines, con riffettini che fossero usciti da una band d’oltremanica avremmo subito detto “che rottura di scatole…”, ma qui vale il discorso fatto per gli Hacienda: si premia il fatto che sono italiani e che hanno avuto il coraggio di buttarsi su un genere ormai usurato e saturo.

Tutto ciò non è comunque una colpa. Il disco diverte, non si può pretendere genialità da ogni nuova band.

Sostanzialmente il disco funziona e non risulta monotono come sembrerebbe da quanto appena detto. Nei brani in cui il ritmo rallenta la band dà il meglio di sé (“William” e “A Big Decision”), mostrando una vena intimistica niente male. I riff taglienti presenti in tutto il disco e le ritmiche incalzanti fanno muovere la testa e divertono. Se non si butta l’orecchio sulla qualità ma sull’immediatezza del sound, è un disco che va e che andrà molto nello stereo. Andando a ricercare la qualità vera e propria, beh, non è il disco adatto. Ma son ragazzi, lasciamoli lavorare con calma.

Pro

Contro

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