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  • The Walrus: Hanno Ucciso Un Robot

    The Walrus

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Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (cit.)

In questo 2012 i livornesi The Walrus sono giunti alla seconda prova, dopo un buon esordio cantato in inglese dal titolo abbastanza difficile da ricordare. Questa volta la band si cimenta in un lavoro in lingua italiana e il risultato è abbastanza soddisfacente, sia come testi che come sonorità. È inevitabile che il loro esordio datato 2008 abbia ispirazioni brit e indie d’oltremanica, la moda di quel periodo.

Ora però la band dà segni di maggiore maturità nella composizione pur mantenendo la stessa spensieratezza. Ci troviamo davanti ad un pop italiano molto trascinante e coinvolgente (“Specchio” su tutte) che non manca però di momenti più intimistici e riflessivi.

Il cantato maschile e femminile dona quel tocco di varietà in più ad un disco comunque già di per sé molto valido. “Ma Hollywood Non Imparerà Mai” potrebbe essere contenuta benissimo in un album dei Baustelle, così come “Shirley Temple” è un lo-fi dalle sonorità tipiche dei Pavement più ispirati. Echi di classicissimo brit-pop in “Il Tipo Giusto”, gradevole ballad d’ispirazione beatlesiana dalle sonorità più aggiornate ai tempi nostri. 11 brani ben integrati tra loro, nessun colpo di genio, pura spensieratezza che non ha lo scopo di insegnare musica ma semplicemente di intrattenere. E lo fa benissimo.

Pro

Contro

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