Home > Recensioni > The War On Drugs: Slave Ambient

Sogno americano

Se è vero che la California ha sfornato molti artisti, lo ha fatto anche in questo caso con i War On Drugs che ci regalano un secondo album dal titolo “Slave Ambient”.

Un disco che passa trasversalmente in svariate atmosfere: da quelle tipiche dei sogni californiani fatti di tramonti sull’oceano e leggermente country (“Brother”) a echi più ritmati in stile inglese (“Baby Missiles”) mantenendo l’originalità e la freschezza che contraddistingue la band già dal primo album “BluesWagonwheel” uscito nel 2008.

Slave Ambient è l’emblema per eccellenza del profumo americano che tanto ci incuriosisce e ci porta ad immaginare vite migliori.
Musica a tratti malinconia, profondamente ambient e folk… tratti caratteristici di artisti come Bob Dylan e Bruce Springsteen da cui la band trae ispirazione.

Pro

Contro

Scroll To Top