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The Young Nope: Gulp! il nuovo album brano per brano

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Dieci passi indietro nel tempo, poche generazioni, quanto basta per catapultarci dentro una scrittura che strizza forte l’occhio al rock americano consumato di polvere e quel mood alla beat maniera. Abruzzesi ma in qualche modo apolidi nel suono e nel leitmotiv di questo disco dal titolo “Gulp!”: sono i The Young Nope, con questo suono elettrico sottile e liquido che richiama le tinte inglesi (Beatles ovviamente prima di tutti) e quelle linee melodiche molto soul/fusion anche complice un bel timbro di voce che sa come giocare con stile. E nelle dinamiche più accese denunciano comunque una solida radice al suono moderno e al futuro di un mix assai pulito e definito. Un disco che oggi si arricchisce anche di una bella clip – ovviamente orientata al passato come tutto l’immaginario della band – dedicata all’ultima traccia del disco “Musica Per Un Film”, unico strumentale che, con un fare decisamente didascalico, ci restituisce visioni di pellicole italiane dei polizieschi anni ’70.

The Young Nope: “Gulp!” brano per brano

Calcare

È composto da suoni prevalentemente cupi, che conferiscono alla canzone un’atmosfera spettrale. Il tema principale del testo è una crisi interiore che fa riemergere i sentimenti impliciti di ogni individuo e l’inquietudine che si cela dietro al subconscio umano. Il brano vuole essere la colonna portante dell’album, per questo motivo è la prima traccia del disco.

Preso Blu

Il testo parla di un individuo che desidera rialzarsi da una vita carica di energie negative e di aspettative disattese, vissute con una sostanziale inettitudine. Il brano vuole svilupparsi attraverso un suono ferroso e prevalentemente anni ’90. Il finale del brano si distacca dal sound principale ed i suoi caratteri sfociano in una sorta di riflessione finale che porterà ad una “redenzione”.

Sei Un Rolling Stone

Il nome fa riferimento agli anni ’70, attraverso una musicalità libera, priva di schemi ed incastri; una ballata che vuole essere espressione del concetto di “musica leggera”. Se “preso blu” parla di una vita ormai sprecata, qui ci si trova in una fase di ripresa, quando il problema si è concretizzato preparandosi ad affrontarlo, proprio come un vero “Rolling Stone”.

Cento Fiori

Il tema principale è una relazione adolescenziale che ha oltrepassato ogni limite e si è spinta oltre il concetto di “giusto”. Più o meno quando si finisce per odiare la persona che fino a poco tempo fa si desiderava, oltrepassando i confini dell’amore.

Chiudi Gli Occhi

È forse il nostro pezzo preferito, è talmente vago e dinamico che facciamo fatica a definirlo, la canzone attraversa diverse fasi, tramite atmosfere calde e fredde; non è un caso che possa suonare bene con un’attività di vita mondana e, allo stesso modo, con un contenuto “più profondo”. Il testo parla di sogni, speranze, desideri… Forse, per la prima volta, di cose belle. È talmente articolato che ogni ascoltatore può trarne una visione personale.

copertina

Mi Piace Bere (MI Piaci Tu)

È una canzone con sonorità apparentemente spensierate, si potrebbe definire la più “pop” del disco. È curioso il contrasto che si crea tra suoni e testo: in una melodia tendenzialmente felice, si sviluppa una grande denuncia sociale a nome di tutto il mondo dell’arte, contro chi costringe a far vivere un mestiere da precari, senza un incentivo o una mano tesa da parte di chi ne ha competenze, permettendo di far ritrovare persone con le spalle al muro e il disperato bisogno di monetizzare in modi che soffocano la propria espressione artistica.

Subliminale

Brano che fa ponte, porta a termine una tipologia di sonorità che si presenta nei brani precedenti e spiana la strada verso un grande cambio di rotta. Da segnalare un grazioso solo di chitarra saturo e aggressivo.

Stare Male È Uno Stato Mentale

Probabilmente è il brano più rock del disco, affronta un tema complesso: trovarsi in situazione di stare male senza che ci siano delle cause concrete. In questo caso, il confine tra realtà e psicologia ingenua è sottile, ma dal nostro punto di vista si dovrebbero indagare a pieno i motivi di un determinato status mentale, ecco perché si invita chiunque ne senta il bisogno a fare un’analisi personale per superare alcune difficoltà.

Reso Fonico

È il brano che si distacca di più dalla linea generale di “Gulp!”, non è presente la batteria, non ci sono percussioni, né fiati. Bastano una chitarra resofonica e un coro dinamico per creare un’atmosfera orchestrale pur essendo composto da pochi elementi semplicissimi. (Ringraziamo i nostri amici Axound e Fake People per l’aiuto con le voci).

Musica Per Un Film

Il gran finale. Chi ci segue da molto è abituato a ritrovare una canzone prepotente e sfacciata come ultima di concerti, dischi, live acustici… In questo caso no, abbiamo deciso di chiudere in dolcezza, in spensieratezza ed armonia empirica. Si tratta di un brano per il quale è complicato trovare le parole. E’ l’unico brano totalmente strumentale. L’orchestra finale vuole già rimanda al prossimo lavoro.

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