Home > Report Live > The Zen Circus in concerto a Roma, report live e scaletta

The Zen Circus in concerto a Roma, report live e scaletta

Ieri sera, venerdì 2 dicembre 2016, all’Atlantico di Roma, il grande ritorno dal vivo dei The Zen Circus, sul palco per presentare al numerosissimo pubblico della capitale il loro nuovo album “La terza guerra mondiale”.

Non c’è che dire, è stata una festa pazzesca, gli Zen latitavano dal palco da più di un anno e tutta l’energia accumulata durante questa assenza è stata rilasciata in due ore di live, canzone dopo canzone, percorrendo una scaletta che ha accontentati tutti, vecchi, giovani, belli e brutti (soprattutto). Chi ha seguito per anni il circo Zen, come il sottoscritto, avrà avuto modo di accorgersi immediatamente di due novità: il quarto componente d’eccezione, Francesco Pellegrini alla chitarra, splendidamente calato nel suo nuovo ruolo, e un pubblico che, forse, non è mai stato così numeroso. È il delicato equilibrio tra continuità e cambiamento che ha permesso ad Appino, Ufo e Karim di tenersi stretti quelli di “Andate Tutti Affanculo” (se non ancora prima) e, nel frattempo, raccogliere nuove teste con “La terza guerra mondiale”.

Ieri, molto probabilmente, eravamo tutti lì a cantare con loro. La prima bomba ad esplodere sul palco è proprio “La terza guerra mondiale”, seguita senza tregua da “Canzoni contro la natura” e una veloce e pestatissima “Gente di merda”. Un vero e proprio assalto frontale e una tripletta che in meno di dieci minuti ha un po’ ripercorso gli ultimi sette anni della band. Tra le canzoni eseguite dal vivo estratte dall’ultimo album: l’autoironica “Pisa merda”, “Terrorista”, il singolone rock “Ilenia”, “Non voglio ballare”, la spiazzante ed aggressiva “Zingara (il cattivista)”, l’unica forse che per ovvi e ricercati motivi non è stata cantata con trasporto dal pubblico (se non la conoscete ascoltatela e capirete il perché). Una sola grande voce ha, invece, accolto la bellissima ballata pop “L’anima non conta”. Dal passato, abbiamo saltato sulle note de “I qualunquisti”, pogato sulla cinica “Viva”, alzato gli accendini su “Canzone di natale”, ci siamo dati dei figli di puttana su “Figlio di puttana”, ovviamente, per poi andarcene tutti allegramente affanculo.

Come già detto, è stata una festa e gli invitati d’eccezione non sono mancati. Sul palco infatti insieme ai The Zen Circus si sono esibiti Giovanni Truppi con “Ti voglio bene Sabino”, Francesco Motta con “La fine dei vent’anni” e l’immensa Nada con “Senza un perché”. Una bella emozione vedere un certo spicchio, importantissimo, della musica indipendente italiana sullo stesso palco condividere pubblico, abbracci.

A chiudere il concerto, ormai sfiniti e senza voce (noi), Appino e compagni hanno suonato “Andrà tutto bene”, ultimo brano dell’album, dalla lunga coda psichedelica che, a seguito del gran frastuono precedente, invita a fare un po’ di silenzio come a far depositare la stanchezza ed i pensieri. Ieri sera è stata una gran festa, lo dico ancora una volta perché è importante sottolinearlo. Uscire pienamente soddisfatti da un concerto che ti ha fatto divertire, incazzare, commuovere (ma solo dentro, abbiamo un’età ormai), saltare e gridare è un evento che vale la pena vivere. Lunga vita al Circo Zen.
Scaletta degli The Zen Circus all’Atlantico di Roma:

La terza guerra mondiale

Canzoni contro la natura

Gente di merda

Andate tutti affanculo

Vent’anni

Non voglio ballare

Ilenia

L’amorale

Pisa merda

Zingara

I qualunquisti

Vecchi senza esperienza

L’anima non conta

Ragazzo eroe

Mexican requiem

Postumia

Figlio di puttana

Canzone di Natale
ENCORE:

Nati per subire

L’egoista

Ti voglio bene Sabino feat. Giovanni Truppi

La fine dei vent’anni feat. Motta

Senza un perché feat. Nada

Viva

Andrà tutto bene

Scroll To Top