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The Zen Circus: “Volete guerre e distruzioni ? Eccovele servite”

Ieri alla Feltrinelli di Roma gli Zen Circus hanno presentato di fronte ad un’affollata platea di fan il loro nuovo album “La terza guerra mondiale”. Il disco, apprezzato e ben recensito dalla quasi totalità delle testate musicali, LoudVision compresa, è un concentrato di cinismo e malinconia sulla realtà politica e sociale italiana. Un ritorno al rock folk suonato interamente da chitarra, basso e batteria intriso di testi ruvidi, ironici e reali.
Appino, Ufo e Karim prima dell’intervista ufficiale con il giornalista romano Federico Guglielmi si sono esibiti in modalità buskers (il loro classico set acustico) suonando alcuni brani da “La terza guerra mondiale”: il singolo “Ilenia”, “Non voglio ballare”, “Pisa merda” e l’omonima “La terza guerra mondiale”. Cantati e ascoltati con attenzione dal pubblico presente.

Con Guglielmi i tre hanno parlato del loro rapporto con Pisa, la loro città di provenienza, e la vita di provincia che ti rimane addosso ovunque tu vada.
Il tempo e il modo di scrivere degli Zen non è cambiato, da “Andate tutti affanculo” ad oggi quello che continuiamo a fare è prenderci un paio di birre ed entrare in sala”, spiega Appino, “solo che oggi abbiamo più mezzi di ieri, come uno studio tutto nostro. Questo ci ha permesso di prendere il tempo necessario per creare i dieci migliori brani da inserire nell’album e lavorare sul suono come mai avevamo fatto prima”. Un suono che è tornato ad essere quello degli amplificatori e delle pelli della batteria abbandonando l’artificialità dei sintetizzatori e delle tastiere esplorate in “Nati per subire”.
La crudezza di alcuni brani non è passata inosservata come in “Zingara (il cattivista)”. “Abbiamo preso i commenti di molti italiani riguardanti ciò che rappresenta per loro il diverso, in questo caso: gli zingari. Assurdo, c’è una parte di Paese che ha tanta voglia di ferire, di attaccare e di veder scorrere il sangue contro “gli altri”. Il concetto della terza guerra mondiale è proprio questo: volete guerre e distruzioni ? Eccovele servite. Armatevi e partite !
Si è parlato anche delle donne nella musica e dei talent, del loro giudizio e di un certo modo di affrontare la propria vita da musicisti. “Il mondo della musica è ancora maschio, molte donne fanno difficoltà e non capiamo il perché. Ilenia parla proprio di questo, di una ragazza adolescente in difficoltà e per questo  abbiamo voluto girare il video semplicemente inserendo una nostra amica, una batterista coi controcoglioni che spacca. Tutto qui. Per quanto riguarda i talent non è un mondo che ci rappresenta. Il giudizio e la competizione non dovrebbero far parte della vita di un musicista. Poi ognuno è libero di fare quello che vuole”.
La schiettezza e l’ironia che hanno da sempre caratterizzato il circo Zen è rimasta immutata dopo molti anni e l’augurio che si fa a questa grande band è proprio questo: rimanere sé stessi.

Infine, terminata l’intervista gli Zen Circus hanno ripreso gli strumenti ed eseguito un brano dell’album precedente intitolato “Viva!” in cui, come a riprendere il leitmotiv del presente cantano: “Viva la guerra tanto vivi si muore”.

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