Home > Recensioni > Theatre Of Tragedy: Velvet Darkness They Fear

… Ed il crepuscolo si fece alba

L’immaginario gotico collettivo per eccellenza fa riferimento, da circa una decina d’anni, a questo pilastro del genere; “Velvet Darkness They Fear”, con le sue atmosfere crepuscolari, la teatralità dell’inglese antico, e l’eterna dicotomia tra ‘la bella e la bestia’, è da allora manifesto d’una ben definita corrente di costume. Ma non si tratta soltanto di ‘forma’, d’una bellezza tanto elegante quanto vanesia; la sostanza di quest’album è densa ed odorosa, palpabile ed inequivocabile.
Dopo il primo omonimo lavoro, i Theatre Of Tragedy seducono pubblico e critica con una proposta che fa leva, soprattutto, sulla melodicità romantica di strings e pianoforte, sulla poesia vocale dell’ange/delicata Liv Kristine, contrapposte ad un’ampia parete chitarristica marmorea, solida su d’una sessione ritmica cadenzatamente lenta e possente nell’incedere, ad un growl catacombale e mefistofelico. Il sentimento che ne risulta è semplice ed immediato, tanto avìto quanto insito in ognuno di noi; vengono evocate seduzione del male e carezzevole lusinga di perversione, morte maliarda e tensione all’oscuro ignoto. Femminile ed ambiguo, quest’album ha stregato di grazia, insolita leggiadria ed armonia recondita il cuore di moltissimi tra noi.

Scroll To Top