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TheGiornalisti: “Potete immaginarci come i ‘Reporter/cronisti dell’amore’” [INTERVISTA]

I “TheGiornalisti” sono una band romana, negli ultimi tempi divenuta ancor più nota al pubblico, grazie al nuovo disco uscito lo scorso 21 ottobre “Completamente Sold Out“, non più di nicchia indie, ma molto pop, anticipato già da alcuni singoli- tormentoni, i cui ritornelli ti entrano in testa e continuano a suonare e ritmare i tuoi pensieri per diverse ore.

In vista del tour in partenza, e che noi di LoudVision documenteremo per voi, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con Tommaso Paradiso, frontman della band ed autore di tutti i testi di questo album e dei precedenti, con in sottofondo comandi tecnici “alza i bassi, modula il synth, rivedi il giro di accordi, occhio ai  cori”, mentre erano in corso le prove della band, così, giusto per farci assaporare anche un po’ la quotidianità dal vivo della band e del Thefurgone, che li segue dappertutto.

Ciao Tommy, partiamo dal nome, “TheGiornalisti”, nasce dalla rivoluzione dei giornalisti nel periodo della vostra formazione, possiamo immaginarvi come i “reporter/cronisti dell’amore”?

Sì, puoi immaginarci come i “Reporter/cronisti dell’amore”, cioè il nome “TheGiornalisti” nasce proprio da questa cosa: noi raccontiamo storie, come lo fanno i giornali, storie peraltro molto vere, a differenza di quelle dei giornali le nostre sono cronache di esperienze, di vissuto vero. Quindi sì, mi piace molto la definizione che hai dato.

 Tommaso, Marco e Marco, una storia che nasce a Roma, un amore per la vostra città (e per le domeniche di serie A) documentato ad ogni partenza e ritorno sui vostri social. Quanto lo scenario della musica emergente romana vi ha dato e quanto vi ha tolto?

No, in realtà mi sembra che lo scenario della musica emergente romana ci abbia solo dato, anche perchè poi noi, è vero che siamo molto legati a Roma come provenienza, tanto che adesso si potrebbe addirittura parlare di “stile romano” più che di provenienza, cosa che poi è apprezzata tantissimo fuori, molto anche a Milano, che forse è l’altra città che fa un pò da… insomma Roma e Milano sono l’alfa e l’omega in questo mondo. Io, non ti dico mi trovo meglio a Milano che a Roma, ma sì, lo scenario romano non solo non mi ha tolto nulla, ma mi ha anche fatto andare fuori dai confini.

Prima di addentrarci nel vivo di questo quarto album una domanda sull’etichettatura del vostro genere. “Completamente Sold Out” viene presentato come un progetto musicale sfacciatamente ed orgogliosamente pop, mentre “Fuoricampo” ha ricevuto la copertina della sezione Indie di Spotify.

Siete i precursori del “popular- indie” e avanguardisti del mainstream?

Il famoso “main-indie” (ndr: ride). Non lo so, sai adesso ovviamente ci si gioca molto sul fatto di questa traslazione dei generi, di questo slittamento da una parte all’altra, ed io non ci capisco più niente. Io dico solo una cosa: se uno prende il nostro primo disco, Volume 1, e ascolta un brano che è “Io non esisto” tu mi devi dire quanto è già pop quella canzone, quindi in realtà noi abbiamo sempre fatto quella roba lì, semplicemente prima avevamo dei prototipi diversi, producevamo dischi in maniera diversa e lo facevamo perchè non avevamo i mezzi, non perchè ci piacesse.

Passiamo all’album. Noi di “Completamente Sold Out” abbiamo già scritto, ne abbiamo consumato l’ascolto, divorato ogni singola melodia, e in ogni canzone abbiamo ritrovato qualche traccia del nostro vissuto. (Il plurale maiestatis è dettato dall’estrema sicurezza di non essere stata l’unica ascoltatrice ad aver provato questa sensazione).

“Ah Tommà ma te mollano  tutte?”, tornando seri, il messaggio che vuol passare è che ognuno di noi, con il proprio singolare background, risponde alle medesime e non scritte leggi universali sull’Amore?

Questa cosa che parlo solo di amori finiti e che “me mollano tutte” mi fa completamente incazzare, mai stato mollato in vita mia. Le canzoni parlano di amori veri, esistenti adesso, non c’è nessun amore finito, appena sbocciati, il disco parla proprio di persone che ancora frequento e quando sono nate queste canzoni era proprio l’apice di questi rapporti, appena conosciute queste persone. Ti faccio qualche esempio: “Baciami adesso anche se piove, solo cosi sto tanto bene” (ndr: “Completamente), dice baciami adesso, ora, in questo momento, tutto al presente. “Ciao Matilde, è tardi, sto tornando a casa e volevo dirti che sono completamente fatto di te” (ndr: “Fatto di te”), è tardi adesso. Questo fatto che nei miei testi si leggano amori finiti mi fa completamente scervellare, sono tutte espolosioni d’amore istantanee.

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Ti è stato precedentemente chiesto di dare una tua personale spiegazione dell’ultimo vostro capolavoro, e ne hai consigliato l’ascolto al contrario. Insomma passiamo da “Vieni e cambiami la vita” – per iniziare – a “Completamente” per chiudere. Invece di partire dall’amore nostalgico verso una nuova primavera dei sentimenti, ne consigli l’esatto opposto. Ogni amore è destinato a finire?

Ripeto, no nessun amore è destinato a finire, possono finire delle storie, può succedere che finisca la fiamma da entrambe le parti, quello si può succedere, che finisca quella roba lì, la passione, quello è normale. Guarda io ti dico una cosa: Sorrentino, il regista, il maestro dice che il momento più alto della storia d’amore è quando finisce, cioè lui trova che l’apice, la punta massima di una passione d’amore è quando questa finisce. Io, nonostante Sorrentino sia il mio guru, la penso esattamente al contrario, cioè per me l’apice totale dell’amore è proprio quando tu ti incontri per la prima volta con una persona e ti guardi negli occhi per la prima volta e ci stai a cena per la prima volta e bevete il primo bicchiere di vino per la prima volta, ecco questo è quello che penso!

L’attesa dell’album è stata più leggera grazie al sapore che ci avete fatto pregustare con il lancio di ben tre singoli. “Completamente” è già in rotazione radiofonica. Non avrebbero meritato la stessa riconoscenza altre hit spettacolari come “Io non esisto”?

Beh, sono percorsi, cioè quando è uscita “Io Non Esisto” non ci conosceva neanche mia madre, quindi è tutto giusto quello che sta succedendo, non è colpa degli altri nè colpa di nessuno, magari succederà che tra 20 anni la gente riprenderà “Io non esisto” e dirà “Anvedi questi quando erano appena nati che avevano scritto, sta canzone è proprio bellina”, però tutto quello che accade è giusto così, è tutto razionale.

“La mia malinconia è tutta colpa tua, e di qualche film anni ’80”. E’ proprio il vostro decennio preferito, eh? Quello dei baffi in volto e giri in vespa sul lungomare di  Ostia? (E sì, di “Completamente” ho amato anche il video).

No, in realtà non sopportiamo questa roba qua. Se ci vedi nella vita normale vestiamo molto moderni, con i cappellini, le giacche moderne, marchi moderni. Quel video è di genere, ci è stato proposto dal regista e noi abbiamo avallato, ma io non vado mai in giro con la camicia rosa degli anni ’70, è una cosa che mi farebbe abbastanza cagare anzi. Invece, come hai detto tu, di quegli anni mi piacciono i baffi, e li indosso perchè se li levassi sarei  un cesso.

Per farti capire quanto invece siamo nel nostro decennio e ci piaccia qui e adesso, noi amiamo tutte le cose che sono uscite all’ultimo secondo, i telefoni di ultima generazione, le applicazioni, le enjoy, tutto ciò che può farci comodo, la comodità estrema della modernità. Quindi noi non è che ci ritroviamo negli anni ’80, semplicemente cantiamo d’amore. Se ritornando a casa in tarda notte io guardi un film di Vanzina, non è che poi guardi solo quelli e che mi senta proiettato negli anni ‘80, certo sono un grande amore ma mi vedo anche “Stranger Things” o “Games of Thrones” o “The Walking Death”.

Non avete mai fatto mistero della vostra ammirazione per i cantautori nostrani del calibro di Vasco e Dalla, per dirne due, e soprattutto del vostro conterraneo Venditti.

Ci dobbiamo aspettare un duetto su una canzone scritta in risposta a “Piazza Grande”, come ad esempio “Sul tetto del Gianicolo”?

No dai, non penso (ndr: ride)

Parliamo del tour. Tante date, tanti appuntamenti (ritornate anche nella mia Napoli il week end del mio compleanno, tra l’altro), tanti posti e volti da esplorare.

Alla fine al calore del pubblico ci si abitua?

No, non ci si abitua mai e speri sempre che sia maggiore, speri sempre che facciano più casino, ad un certo punto speri che non ti si senta più la voce per quanto possa cantare forte il pubblico. E’ una delle sensazioni più belle che esista al mondo, non ci abitua mai e diventa tipo droga, ne vuoi sempre di più.

Dove vi ritroveremo fra 10 anni? Sarete ancora i “Cronisti dell’Amore” o, mettendo su famiglia, mancherà l’ispirazione malinconica e la voglia/bisogno di comunicare ed urlare sentimenti?

No, io spero innanzitutto di metter su famiglia il più presto possibile, questo è un desiderio che ho, cercando molta serenità e tranquillità, e – secondo me – per come vivo io, non passa assolutamente nulla, non passa ispirazione, non passa nulla, emergono altre cose. Non vorrei che uno pensasse che se uno si sposa, mette su dei figli, o va a vivere con una ragazza che ama da impazzire non può più provare delle ebbrezze in altri modi, cioè nessuno si rinchiude a posta, penso anzi non ci sia nulla di male ad una certa età nel cercare una serenità, una famiglia, una stabilità, e io… non vedo l’ora!

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