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    Th.e.n.d.

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L’arte dell’ipnosi

Norman Dauskardt.
Berlino.
Questi due elementi, fusi assieme, danno come risultato un EP mistico, dalle sfumature ipnotiche.

Il giovane artista tedesco ama l’arpa, il pianoforte e le percussioni; più genericamente “tutto ciò che permetta alla mano dell’uomo di produrre suoni”. Ed è così che nei panni di un fantomatico Prometeo alle prese con il fuoco, Th. e n.d. si sforza di tracciare un cammino per l’ascoltatore, che da utente passivo diviene viaggiatore responsabile della propria meta.
Le melodie rimangono in un placido equilibrio di dissonanze e ritmi appannati, mentre la voce umana non esiste, quasi come se i tre brani si fossero composti da sé.
Un esordio verista ed impersonale, difficile da accogliere al primo ascolto.

La schizofrenia, per chi si fosse soffermato sul titolo dell’extended play, non c’entra affatto. Perlomeno, non è rintracciabile in diciassette minuti(ni) di musica ambient – e tra l’altro pensare che un dualismo psichico talmente accentuato possa manifestarsi in questo genere è paradossale.
Sarà stata una trovata pubblicitaria per attirare la curiosità dei potenziali (ed ingenui) uditori?
Nonostante ciò, l’idea di una nascita come metafora dell’avviamento alla carriera ci può stare.

Si sente l’impegno dell’autore, ma manca ancora molto a poter attribuire definizioni altisonanti a questo lavoro.

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Contro

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