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There’s no such thing as british hard rock

Per gli amanti del più puro ed incompromissorio hard rock di matrice britannica questa serata si preannuncia speciale. In questo ambito gli Ufo sono un’istituzione, e seppur in formazione largamente rimaneggiata rappresentano comunque un appuntamento imprescindibile per gli amanti del genere. Sul palco dei Magazzini Generali Phil Mogg porta i veterani (ed unici superstiti della formazione originale) Andy Parker e Paul Raymond, ma soprattutto uno spettacolare Vinnie Moore che non sarà Michael Schenker, ma ragazzi come suona. Brilla per la sua assenza Pete Way, impegnato da un paio d’anni in un’aspra battaglia legale con il proprio fegato, e rimpiazzato per l’occasione da Rob De Luca.

Come spesso succede, il nuovo album “The Visitor”, peraltro un gran bel prodotto, rappresenta soprattutto un’ottima scusa per inanellare l’ennesimo tour, che una volta tanto include anche il nostro paese. Con buoni tre quarti d’ora di ritardo sul ruolino di marcia, i nostri prendono possesso del palco accompagnati dalle note blues di Muddy Waters. Si parte all’insegna del nuovo con “Saving Me”, tratto dall’ultimo disco, e con la splendida “Daylight Comes To Town”, uno degli highlights di “You Are Here” del 2004: Phil Mogg, 61 anni e non sentirli, è in forma fisica smagliante. La sua voce, anche meglio. Un po’ come il vino. Ma per quanto gradevoli siano i nuovi brani, l’assalto alle coronarie deve ancora cominciare. Fatta eccezione per “Hell Driver”, infatti, la scaletta dello show si sviluppa ripercorrendo brano dopo brano i momenti di massimo fulgore di una carriera ad un passo dal 40esimo anniversario. Si va da Da “Mother Mary” a “Lights Out” (e scusate se è poco) passando per quisquilie tipo “Only You Can Rock Me”, “Love To Love” e “Too Hot To Handle” in un’altalena emotiva che raggiunge il climax con i due encore, “Rock Bottom” e, manco a dirlo, una “Doctor Doctor” da infarto.

Che dire di più di un concerto di questo calibro? Citiamo per dovere di cronaca la prestazione superlativa di un Vinnie Moore tecnicamente mostruoso, ma soprattutto assolutamente ben amalgamato nella band. Andy Parker non si discute, mentre Paul Raymond complementa alla perfezione il sound della band alternandosi tra chitarre e tastiere.
Nota negativa, la scarsa presenza di pubblico, ma certo è che quei pochi hanno lasciato i Magazzini con un enorme sorriso stampato sul viso, infilando nel lettore dell’auto la propria consunta copia di “Strangers In The Night”.

Muddy Waters Intro
Save Me
Daylight Goes To Town
Mother Mary
Let It Roll
I’m A Loser
Hell Driver
Cherry
Only You Can Rock Me
Ain’t No Baby
Love To Love
Mystery Train
Too Hot To Handle
Lights Out
————–
Rock Bottom
————–
Doctor Doctor

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