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Therion: Panoramica su Sitra Ahra

Al telefono Thomas Vikström, nuovo arrivato nella rastrelliera di cantanti dei Therion, è una persona estremamente cordiale e prodiga di informazioni. A sentir lui, ci risponde in una splendida quanto inattesa giornata di sole del settembre svedese.
Senza indugio dunque cominciamo a parlare delle novità in casa Therion.

Sai Thomas, ascoltando il nuovo “Sitra Ahra” si ha la sensazione che mantenga fedelmente lo stile operistico dei precedenti dischi, con l’aggiunta di un forte contributo di suoni orientaleggianti e comunque non metal. È così?
Sì, è assolutamente così. Le sonorità di “Sitra Ahra” rimandano a quelle di “Lemuria” e “Sirius B”. Si deve al fatto che, anche se una parte del materiale sul nuovo disco è recente, un’altra parte è stata scritta in quel periodo. È un passo indietro, ma non in senso negativo, a un “vecchio” stile, se capisci cosa intendo.

Va bene, ma allora hai avuto la possibilità di partecipare alla creazione di “Sitra Ahra” oppure ai lavorato solamente su vecchio materiale di Cristofer Johnsson? Ad esempio la canzone “Kali Yuga III” sarà stata scritta ai tempi di “Sirius B”, che conteneva infatti le parti I e II della stessa suite?
Sì, la canzone in origine è stata scritta in quegli anni. Ma dato che abbiamo già avuto occasione di suonarla dal vivo, essendo io stesso sul palco con la band dal 2007, ne abbiamo tirata fuori una versione un po’ diversa, cui ho dato il mio contributo. Se vuoi saperlo, una canzone interamente mia tra quelle nuove è proprio “Sitra Ahra”.

E quali altre canzoni del nuovo disco si possono considerare “nuove”?
Completamente recente è solo “Sitra Ahra”. Di questo parlavo con Cristofer l’anno scorso, se fosse giunto il tempo di registrare materiale per il nuovo disco. Lui rispose di sì e che si sarebbe intitolato “Sitra Ahra”. E così sono andato immediatamente in studio per mettermi al lavoro. I testi invece sono un argomento a parte, perché sono stati scritti tutti da Thomas Karlsson.

Potresti spiegare in che cosa consiste l’espressione “Sitra Ahra”? Ho inoltre letto che il disco costituisce per i Therion l’ultima parte di una quadrilogia cominciata con “Lemuria”…

È così. In origine era una trilogia, ma poi Cristofer ha deciso di inserire alcuni dei brani scritti in quel periodo all’interno di “Gothic Kabbalah” e così ora la considera una quadrilogia. Spiegare “Sitra Ahra” invece non è semplice: è una specie di espressione ibrida coniata da Karlsson per riferirsi alle porte dell’aldilà (“To the otherside” dice Thomas, ndr), che porterebbero all’esplorazione di altri aspetti della tua vita, delle tue visioni… Sono insomma delle porte verso quanto è sconosciuto di te stesso. Questo concetto è ripetuto nel refrain della title-track.
[PAGEBREAK] Ok… In ogni caso questo non è un concept album, giusto?
No, ogni canzone ha la propria storia da raccontare.

Quali sono le principali tematiche affrontate nelle nuove canzoni?

Sono molto varie, anche se i testi elaborati da Karlsson sono veramente complicati. Senza dubbio si tocca il tema della religione, poi “Sitra Ahra” parla di quanto già detto, “Land Of Canaan” di quell’antico luogo geografico che era appunto Canaan, “2012″ del famoso riferimento sul calendario maya della fine del mondo, “Cu Chulain” di mitologia irlandese e così via. È tutto davvero complesso e qualche volta io e Snowy ci guardiamo e ci chiediamo che diavolo stiamo cantando tanto è difficile afferrare una comprensione dei testi. Ma preferiamo arrenderci ai nostri limiti perche Karlsson è un professore in queste materie e inoltre è anche un poeta. Troviamo molto interessante che lui scriva delle canzoni dal punto di vista di un poeta, mentre tutti noi scriviamo in maniera simile, nell’ottica di musicisti. Le liriche di Karlsson si accompagnano perfettamente alle musiche e per me è una cosa magica.

Prendiamo il brano “Land Of Canaan”, veramente lungo e complesso. Non ci sarà speranza di vederlo eseguito dal vivo vero?
In effetti è una canzone che contiene proprio tutti gli elementi dell’album. Non la suoneremo on stage, perlomeno in questo tour, perché porterebbe via troppo tempo alle altre canzoni. Comunque, per noi è importante ricordare che ogni strumento che si può ascoltare nella canzone, nonché in tutto il disco, è registrato dal vivo. È stato Cristofer a pretenderlo. Ad esempio in “Land Of Canaan” si sente un’armonica: per suonarla abbiamo chiesto il contributo di un Mats Öberg, un armonicista cieco che a suo tempo lavorò anche per Frank Zappa. Il flautista invece fa parte della band di Benny Andersson degli Abba. I violini si devono allo Stockolm Session Strings, dei tizi che anche se lavorano molto in studio siedono anche nella Regia Filarmonica di Svezia. Che dire, abbiamo preso i musicisti migliori facendo esplodere il budget per la registrazione del disco, ma il risultato ci ha soddisfatto interamente.

Dicevi che la canzone “2012″ si concentra sul calendario maya e sull’imminente apocalisse…
O su una nuova rinascita, chi può dirlo! Cristofer ha parzialmente contribuito a questa canzone, così come il bassista. Alla voce abbiamo chiamato a dare il suo contributo Petter, il vecchio batterista.
[PAGEBREAK] Sei tu a cantare in growl nella canzone intitolata “Din”?
No, è un cantante death metal. Purtroppo quando sono state registrate quelle parti era una delle poche volte in cui non ero in studio, perché ero malato. Di quel brano ho registrato le parti “alte”.

Parliamo di te adesso. Ti sei unito ufficialmente ai Therion un anno fa, giusto?
Sì, più o meno.

Come sei entrato in contatto con Cristofer?
Nel corso del 2007 Mats Levén aveva intenzione di lasciare la band. Allora Cristofer, che non conoscevo, mi chiamò chiedendomi di unirmi ai Therion che erano in tour. Io sapevo all’incirca cosa suonavano perché Mats è un mio vecchio amico e abbiamo anche lavorato insieme in passato. Domandai a Cristofer qualche tempo per farmi un’idea precisa del sound della band e mi procurai “Gothic Kabbalah”. Non ci fu bisogno di ascoltarne più di metà che richiamai Cristofer per dirgli che ero con loro. Da questo punto in poi, devo dire che c’è stata sempre molta chimica tra di noi e che tutto ha funzionato molto bene. Successivamente la scorsa primavera, una volta che eravamo a pranzo, mi chiese se avessi voluto essere un membro fisso dei Therion e io risposi che ne sarei stato orgoglioso.

Sei quindi un membro permanente della band a tutti gli effetti?

Sì, i Therion sono la mia occupazione a tempo pieno. Poi è Cristofer il capo della band, che ha creato qualcosa come ventitre anni fa e ne può disporre giustamente come meglio crede. Ma, ora come ora, do il mio contributo alle canzoni e metto in comune le mie idee.

Magari anche il carattere “operistico” del sound dei Therion ti ha invogliato a entrare nella band…
Anche questo è stato un motivo. Nei Therion posso usare il mio intero registro vocale, dal cantato rock a quello da opera, il che è sia una sfida che un divertimento. Il mio background canoro, d’altra parte, è decisamente vario.
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Sapresti spiegare in che modo i cantati dei Therion registrano le rispettive parti vocali? Per esempio, tu e Snowy avete lavorato in studio insieme o separatamente?

No, solo i coristi registrano in gruppo. Per il resto, io andavo a registrare un giorno e gli altri solisti, Lori o Snowy, in un altro e non eravamo mai in studio insieme. Più che altro si tratta di problemi logistici, per esempio io e Snowy non abitiamo nella stessa città in Svezia, mentre Lori viene dagli States.

Tornando a parlare del nuovo “Sitra Ahra”, quali sono le tue canzoni preferite?
Ovviamente, la stessa “Sitra Ahra” è per me come una prima figlia per i motivi che ho detto. Adoro “Land Of Canaan”, “Hellequin” e “The Shells Are Open”, quest’ultima per via dei tocchi folk dovuti al contributo di un vero violinista folk, anch’egli della band in tour con Benny Andersson.

E quali delle nuove canzoni porterete on stage nell’imminente tour?
Questo è un segreto! Renderlo pubblico toglierebbe sorpresa e divertimento alla gente che viene a vederci. È come chiedere a Babbo Natale cosa porta nel suo sacco!

Cosa apprezzi di più della vecchia carriera dei Therion?
Un sacco di roba. Amo l’intero album “Secret Of The Runes”. Se dovessi scegliere alcuni brani in particolare, credo che sarebbero “The Rise Of Sodom And Gomorrah”, per quanto cantarla sempre mi abbia un po’ stancato, “Adulruna Rediviva” e “The Blood Of Kingu”, che è mooolto heavy metal!

Tu ti consideri un cantante heavy metal o la definizione è restrittiva?
Credo di essere maggiormente noto per le mie prestazioni rock, ma mi reputo un cantante crossover, nel senso che amo spaziare in modo veramente ampio e poter scegliere di cantare come più mi aggrada, senza preclusioni di sorta.

Molto bene, l’intervista è finita. Un saluto caloroso dai lettori di LoudVision e arrivederci in tour qui in Italia!

Un saluto a tutti voi. Sarà la mia prima volta in Italia e non vedo l’ora!

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