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This Band is Unstoppable

I 65daysofstatic tornano nella capitale a distanza di un anno con il tour del loro quarto LP: “We Were Exploding Anyway”, che estremizza la componente elettronica che il gruppo ha sempre sviluppato sin dal primo album.

Aprono la pista i romani tomydeepestego che, con il loro post metal solido e potente che lascia spazio a divagazioni psichedeliche, coinvolgono larga parte del pubblico presente, evento non sempre scontato in questi contesti.

Una ventina di minuti dopo le ventitré salgono sul palco i quattro di Sheffield che ci mettono pochissimo a infiammare il pubblico con le loro ritmiche frenetiche fatte di commistione fra break beat e batteria. I membri della band ballano muovendosi ossessivamente a ritmo della loro musica dimostrando una presenza scenica che raramente capita di vedere sui palchi italiani.
La scaletta presenta principalmente pezzi del disco in uscita che, a sentirlo dal vivo, sembra un’eccellente evoluzione che vede l’elettronica prendere il sopravvento in modo prepotente sulle chitarre, questo cambio stilistico sembra portare eccellenti frutti alla band che rischiava, alla prova del quarto album in studio, di entrare in quello stallo compositivo che ha colpito numerosi gruppi “post”. Ogni brano è contemporaneamente materiale da pogo e da ballo ed è esattamente così che si divide il pubblico che sta più vicino al palco, il resto della folla rimane a guardare attonito lo spettacolo spezzando la magia solo per sperticarsi in applausi e urla alla fine di ogni pezzo.

Un ora non-stop di concerto che potrebbe essere riassunta con gli ultimi due pezzi in scaletta: “Tiger Girl”, un incessante pezzo di dieci minuti, quasi materiale da rave party che ha letteralmente costretto il pubblico a ballare e l’encore “Radio Protector” classico del gruppo in cui un inaspettato pogo è inevitabilmete sfociato in un fiume di applausi per una band che non delude veramente mai.

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