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This concert is not a movie or maybe

Gli Okkervil River si presentano all’Estragon di Bologna dopo averci regalato due preziosi album in poco meno di ventiquattro mesi. Se “The Stage Names” ha rappresentato l’affermazione di una band che già col precedente lavoro – “Black Sheep Boy” – aveva arruolato tra i suoi fan un certo Lou Reed, “The Stand Ins” ne costituisce il suo completamento, la conclusione di quello che in origine avrebbe dovuto essere un doppio album. Così le tonalità rock del primo sfumano verso contorni più delicati, in cui le tastiere ritrovano il ruolo essenziale degli esordi. E proprio la dicotomia tra passione e riflessione, tra tensione e malinconia, tra rock e country, costituirà la spina dorsale dell’esibizione.

Ad aprire il concerto della band di Austin ci pensano gli A Classic Education, un’interessante band italiana che ci regala una mezz’ora di brani davvero originali, penalizzati però da un mixaggio non ottimale in cui la batteria mortifica il suono dei violini incastonati nella struttura rock delle composizioni.

Come da attese, il concerto della band di Will Sheff si concentra sulle composizioni degli ultimi due dischi, senza per questo scontentare il numeroso ed appassionato pubblico. Già dall’attacco di “Plus Ones”, molto più veloce rispetto alla versione da studio, il pubblico dimostra il proprio amore per la band americana. E Will, davvero alto e longilineo dinnanzi al microfono, imbraccia la chitarra e inizia uno show fatto di accelerazioni e dilatazioni, che prosegue sulle note satiriche di “Singer/Songwriter”.
La band sembra davvero in forma ed affiatata, se non fosse per la chitarrista, un po’ in disparte rispetto agli altri e a tratti non troppo convincente, e con un Patrick Pestorius al basso che emergerà dal background non solo per la sua stazza.
La spumeggiante esibizione prosegue con “A Hand To Take Hold Of The Scene”, per poi esplodere – e farci esplodere – con un brano ormai classico come “Black”.

Gli Okkervil indugiano ancora sul meraviglioso capitolo di “Black Sheep Boy”, con i ritmi trascinanti e quasi pop di “The Latest Toughs”, per poi ritornare sui passi dell’ultimo lavoro con “Starry Stairs”, che riprende la drammatica storia dell’attrice porno Savannah, già osservata nel precedente lavoro (in “Savannah Smiles”) riletta con gli occhi della protagonista stessa.
Will Sheff sembra davvero in forma, nonostante ad un certo punto confessi di essere un po’ influenzato, e di aver trascorso il pomeriggio in una green room con un simpatico dottore italiano. E la scaletta procede in un alternarsi di pezzi degli ultimi due lavori, in tensione permanente tra aggressività (come in “Pop Lie”) e intimismo (“A Stone”), tra indie (come in “Blue Tulip”) e alt country (“John Allyn Smith Sails”), per ricomporsi nel capolavoro di “Lost Coastlines”, dove il duetto tra Sheff e la splendida voce di Pestorius ci rende consapevoli del immenso valore della band in tutti i suoi componenti. Il pubblico è tutto con loro, il concerto pienamente nelle loro mani, e la serata potrebbe durare tutta la notte. Purtroppo non sarà così, ma c’è ancora il tempo di gustarsi l’incalzante ritmo di “Our Life Is Not A Movie Or Maybe”, il sanguinoso incedere di “For Real”, brano che li ha consacrati al grande pubblico e alla critica, e i riff seventies di “Unless It’s Kicks”.

Dopo questa entusiasmante esibizione gli Okkervil River si concedono una breve pausa per poi tornare e finire quello che avevano iniziato un’ora e mezza addietro. Will Sheff ribadisce il proprio amore per l’Italia e le italiane, tanto da dedicare loro “Italian Girls”, una cover di Rod Steward.
Il concerto scivola, così, verso la fine sulle note struggenti di “A Girl In A Port”, e sulla lunga coda di “Westfall”, il brano più vecchio della setlist bolognese (tratto da “Don’t Fall In Love With Evreyone You See”), che congeda la band originaria del New Hampshire da un pubblico che li ha amati, dalla primo all’ultimo accordo.

Plus Ones
Singer/Songwriter
A Hand To Take Hold Of The Scene
Black
The Latest Toughs
Starry Stairs
John Allyn Smith Sails
Pop Lie
A Stone
Blue Tulip
Lost Coastlines
Our Life Is Not A Movie Or Maybe
For Real
Unless It’s Kicks

Italian Girls (Rod Steward & Ron Wood)
A Girl In Port
Westfall

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