Home > Zoom > This Must Be The Place: Sorrentino negli Usa

This Must Be The Place: Sorrentino negli Usa

Paolo Sorrentino sbarca negli Usa, ma lo fa con una produzione tutta italiana resa possibile da un sistema di benefici fiscali per gli investitori esterni al settore cinematografico che ha il nome di Tax Credit Esterno. “This Must Be The Place“, storia di una rockstar in pensione che decide di partire alla ricerca di un ex criminale nazista che perseguitò in vita il padre, sarà infatti girato interamente negli Stati Uniti e con un cast internazionale di grande richiamo – Sean Penn in testa, per Sorrentino “il migliore della sua generazione e tra i migliori sempre insieme a Marlon Brando e Robert De Niro”, ma anche Frances McDormand, musa dei fratelli Coen, e Harry Dean Stanton, volto di quella fatica a stelle e strisce di un altro europeo come Wim Wenders intitolata “Paris, Texas”.

Poco al momento si sa del contenuto del film, su cui Sorrentino mantiene il massimo riserbo, anche solo per il fatto che le riprese non sono ancora cominciate. Tre, comunque, saranno i binari su cui si muoverà la pellicola: quello di una commedia stralunata a cui darà voce principalmente il personaggio di Sean Penn; quello del rapporto intimo – e mancato – tra padre e figlio; e quello più vasto, storico, ambizioso dell’Olocausto e della sua tragedia, “la più grande del Novecento”, sottolinea Sorrentino, che aggiunge: “È un film semplice, basato su una vicenda familiare e che ha sullo sfondo una vicenda al contrario molto complessa come quella dell’Olocausto. Il protagonista tenta così di ricomporre due famiglie: la propria e quella dell’intera Europa”.
Grande attesa poi per la colonna sonora. Una soundtrack che già si annuncia fuori da ogni canone. A firmarla sarà David Byrne, ex frontman dei Talking Heads, un nome che è già una garanzia.

La vera novità, per ora, sta proprio nel sistema stesso di produzione. Non è infatti questo il caso di un regista italiano meritevole assoldato da una casa di produzione hollywoodiano. È il mondo imprenditoriale italiano che, con la partecipazione di Intesa Sanpaolo e l’apporto di capitale estero ma pur sempre europeo – Francia e Olanda –, ha messo insieme qualcosa come 28 milioni di euro. Al settanta percento capitale italiano, ripartito tra tre case di produzione, ognuna al venti percento, Indigo, Lucky Red e Medusa, e un istituto bancario che investirà 2,5 milioni di euro pari a circa il dieci percento. Un sistema che in tanti si auspicano possa proseguire anche nei prossimi anni.

Scroll To Top