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  • Thom Yorke: Anima

    XL Recordings / none

    Data di uscita: 27-06-2019

    Loudvision:
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Era il 2006 quando il video di “Harrowdown Hill” cominciò a girare sui principali canali di musica, il singolo che preannunciava il primo lavoro da solista di Thom Yorke, leader e voce della band britannica Radiohead. L’album, intitolato “The Eraser“, ebbe un notevole successo e dimostrava che il cantante aveva progetti che si discostavano dal lavoro di squadra e che quel disco era solo l’inizio. Nel 2014, difatti, tornò con “Tommorrow’s Modern Boxes“, per certi versi più elettronico del precedente e più improntato sul raffinamento del suono a scapito delle lyrics. Dopo qualche tempo passato a barcamenarsi tra la produzione di “A Moon Shaped Pool” assieme ai Radiohead e alla creazione della colonna sonora per il “Suspiria” di Guadagnino, nel giugno 2019 Thom Yorke comincia a giocare di propaganda virale cospargendo di volantini e scritte sui muri alcune città del mondo, in particolar modo a Londra, pubblicizzando una campagna volta al recupero dei sogni perduti, l’Anima Technologies, con annesso numero verde. Il vero intento era volto a testimoniare la pubblicazione del nuovo “Anima”, uscito il 27 giugno, accompagnato parallelamente dalla diffusione di un cortometraggio diretto dal pluri-premiato regista Paul Thomas Anderson.
Il video, della complessiva durata di 15 minuti, contiene tre tracce estrapolate: “Not The News”, “Traffic” e “Dawn Chorus”. Sembra assurdo ma lo screenplay potrebbe benissimo essere stato scritto da George Orwell e vede il cantante e la fidanzata italiana Dajana Roncione, proiettati all’interno di una realtà distopica. Una sorta di sequel futuristico del video musicale di “There There”, danze ridondanti e meccaniche che denunciano un mal assorbimento della metropoli e delle macchine che lobotomizzano l’essere umano. “Anima” presenta un approccio psicologico ansioso e claustrofobico nei confronti dei sogni, degli incubi e delle ansie notturne. L’affanno per il cambiamento, per l’evoluzione, per l’ineluttabile, diventa l’estuario della tribolazione intellettuale e artistica. I temi e le musiche fanno pensare ad un’estensione di “Ok Computer” (Radiohead) mescolata ad “Amok”(Atoms For Peace, altra band di Yorke). L’unica traccia che sembra allontanare queste paure e sfociare nella malinconia che deriva dai rapporti umani è la delicatissima “Dawn Chorus”, l’eco di una voce rotta che rincorre un amore inafferrabile. Tuttavia l’album riserva un’armonia inaspettata che si estende sui fili sottili di un’elettronica intelligente che si serve dei riverberi e di suoni acidi. “Anima” è un embrione fragilissimo. Una fibrillazione melodica. Paure delicate che si incastrano negli ingranaggi meccanici dell’oblio. Quando sei Thom Yorke, è difficile sbagliare un colpo.

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Contro

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