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  • Thom Yorke: The Eraser

    Thom Yorke

    Data di uscita: 10-10-2006

    Loudvision:
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C’è stato un momento, in un passato non troppo remoto, in cui il leader dei Radiohead ha perso fiducia nel futuro della sua band. Il 2004 volgeva al termine: concluso il tour di “Hail To The Thief”, Thom Yorke si mette a lavorare al suo primo album solista, che ci sarà dato però ascoltare soltanto nell’estate di due anni dopo.
Realizzato insieme al produttore ed amico di lunga data Nigel Godrich per l’etichetta indipendente XL, “The Eraser” delude, per quanto mi riguarda, ogni aspettativa nutrita; sciapo e monotono, quest’esordio è giusto qualcosina che, com’era nei desideri del compositore, riesce a far ballare. Nulla di più. Una proposta elettronica vicina a quelli che sono gli attuali ascolti di Yorke, ovvero techno e dub (dance music, fondamentalmente), e che dal materiale attinto dalla library di campionature e frammenti strumentali originali dei Radiohead eredita quell’aura insanamente dark che caratterizzò uscite quali “Kid A” ed “Amnesiac”. Un susseguirsi per nulla sviluppato d’ipnotici ritmi da club londinese (esplicativo esempio, la tribale ed ossessiva “Cymbal Rush”), con le sole eccezioni della title track, che si distingue per un leggerissimo dinamismo strutturale, e di “Harrowdown Hill”, quasi toccante nella sua triste melodicità. La voce, per l’occasione eccezionalmente pulita, è l’unico strumento vibrante ed emotivo: scevra infatti della consueta effettistica, riporta l’elemento umano alla mente, impedendo l’alienazione totale.
Si ha come l’impressione, che l’eclettico e geniale autore della stragrande maggioranza dei capolavori dei Radiohead abbia voluto, con questa manipolazione di suoni e campionature, ritrovare il terapeutico spirito sperimentale ed entusiasmante… in poche parole, l’eccitazione ed il misticismo compositivi. Speriamo che, perlomeno, “The Eraser” gli sia stato d’aiuto. Personalmente, avrei potuto farne tranquillamente a meno.

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