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I nuovi Thunderstone

“Tools of Destruction” è il terzo album dei finlandesi Thunderstone, e bisogna ammettere che di strada, i Nostri, almeno a livello musicale, ne hanno fatta. La supina aderenza ai cliché power scandinavi (o allo Stratovarius-style, se preferite), che aveva rappresentato croce e delizia del passato discografico della band, appare infatti qui molto meno rilevante, in favore di suoni generali molto più heavy che in passato e una più forte impronta hard rock, con rimandi spesso e volentieri ai Rainbow prima maniera (il solo finale di tastiera di “Welcome To the Real” sembra un tributo alle atmosfere di Rainbow Rising). Senza contare, poi, le melodie e le interpretazioni del cantante Pasi Rantanen, in quest’occasione vicinissimo allo stile della (ormai) star Jorn Lande (cfr. l’ottima “Liquid Of The Kings”), magari anche in virtù dell’ammirazione di Pasi per i Whitesnake di David Coverdale.
I Thunderstone non hanno però cambiato genere di riferimento: il loro è pur sempre un metal melodico decorato con buone tendenze prog, che ha soltanto alzato un po’ il piede dall’acceleratore, e nemmeno completamente: “Without Wings”, “The Last Song”, rivelano il cordone obelicale con il passato della band. Il singolo apripista “Tool Of The Devil” è un ottimo esempio della maggiore complessità e profondità compositiva con le quali i Nostri hanno cercato di caratterizzare le nuove composizioni, in vista della maturità alla quale si è fatto riferimento più su.
“Tools Of Destruction” si rivela dunque come un album godibile, un’uscita che tutti gli amanti del metal melodico di sicuro apprezzeranno. I Thunderstone, comunque sia, hanno dimostrato capacità tali che, in futuro, l’obiettivo dovrà essere quello di allargare il proprio pubblico di riferimento anche al di là dei confini, che ormai vanno loro stretti, del genere originario di appartenenza.

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