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Aria di maturità in casa Thyrfing

Sono decisamente in forma i Thyrfing e questa loro ultima uscita non fa che confermare quanto di buono fatto dai sei ragazzi svedesi nel corso degli anni. “Vansinnesvisor” è un album aggressivo e maturo al tempo stesso, un lavoro che ci ripresenta il tipico e ormai consolidato Thyrfing-sound, ma che aggiunge qualcosa in più agli episodi passati. Si intravede una sorta di sterzata “modernistica” rispetto ai precedenti “Thyrfing”, “Valdr Galga” e “Urkraft”. Per evitare fraintendimenti: chi già apprezzava il concept musicale del gruppo non rimarrà deluso da questo nuovo lavoro, ma va segnalata una voglia serpeggiante di smettere i “vecchi abiti”. Esempi se ne trovano nell’utilizzo di suoni chitarristici marziali ed industriali (“The Voyager”, vedasi gli In Extremo di “Sünder Ohne Zügel”) o nelle tastiere à la Covenant di “Nexus Polaris” (“Digerdöden”), due scelte ad incastro perfetto nelle cadenze folk di brani come “Världsspegeln” e “Ångestens Högborg”. Tra le otto tracce c’è spazio poi per episodi dal sapore black/death (“Vansinnesvisan” e “The Giant’s Laughter”, dove clean vocal suadenti richiamano vagamente il dark), mentre quel che si evince analizzando l’album nella sua interezza è la presenza di un “feeling” emotivamente intenso quanto piuttosto oscuro. Tocca a “Kaos Äterkomst” chiudere le danze, e mai canzone fu più azzeccata: atmosfere e riffing melodico “catchy”, ritmica di derivazione Dissection (qualcuno ricorda il refrain di “Night’s Blood”?) e voce black/death graffiante. Quando poi al quarto minuto la canzone si interrompe ecco inserirsi una sessione strumentale con chitarre acustiche, tastiere appena accennate e tamburi folk/marziali davvero azzeccati. Come dire, qui c’è trippa per gatti. Acquisto caldamente consigliato a chiunque.

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