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Ti amo, Bruce Willis

AH! La vita. Questa giostra di incertezze e tormenti, questo caleidoscopio di dubbi e turbamenti, questa roulette russa giocando alla quale prima o poi ti capita il turno sfigato e quindi ti fai esplodere il cranio, schizzando di cervella le pareti appena imbiancate del bagno di casa tua, con gran disdoro di tua madre che aveva appena fatto dipingere per coprire le macchie di umido filtrate dal pavimento del bagno del vicino del piano di sopra!

Ci sono poche, pochissime certezze nella vita, e la maggior parte di esse sono orrende e se ne farebbe volentieri a meno. Ma ci sono anche punti fermi, paletti incrollabili, stelle polari che ci guidano, illuminano la nostra via e bla bla ho finito le metafore. C’è la mamma. C’è la squadra di calcio. C’è la mestruazione mensile della fidanzata. C’è Bruce Willis.


«You never really know what’s going on until the very end»

Hai ragione, Bruce Willis. Qualsiasi cosa tu intendessi dire. E lascia che ora sia io a dire qualcosa a te, qualcosa che tutti i lettori di questa rubrica condividono, qualcosa che farebbe sciogliere il cuore di una fochina tenerella MA! non il tuo, perché tu sei Bruce Willis e il tuo cuore è fatto di Bruce Willis e quindi non si scioglie mai. Ma io te la dirò lo stesso questa cosa: ti amo, Bruce Willis.

In quante guise io t’amo? Lascia che te le enumeri – con un sacco di SPOILER, peraltro..
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Ti amo, Bruce Willis, perché… il tuo avatar è Bruce Willis con un parrucchino biondo.

In che film
Il mondo dei replicanti (Jonathan Mostow, 2009)

Cosa, come, dove, quando e perché
Il mondo dei replicanti è un film che parla di Bruce Willis con un parrucchino biondo.


«Ho poca eumelanina. Problemi?»

Oltre a ciò, c’è una sottotrama poco interessante che racconta di un mondo dove gli uomini sono tutti nerd ciccioni che vivono chiusi nel loro appartamento e mandano in giro per le strade i propri replicanti. Questa brillante invenzione consente ogni sorta di prodigio: i vecchi diventano giovani, gli uomini diventano donne e passano la giornata a toccarsi le tette, le donne diventano uomini e passano interi pomeriggi a fare shopping, impunite.
Anche Bruce Willis ha un surrogato. Che ha la faccia di Bruce Willis. E un parrucchino biondo.

Questo significa che l’insieme “Bruce Willis con un parrucchino biondo” è un sottoinsieme di “Bruce Willis”, e di conseguenza l’insieme “Bruce Willis” comprende anche sottoinsiemi quali “Bruce Willis vestito da vampiro”, “Bruce Willis motociclista”, “Bruce Willis imbianchino”, “Bruce Willis pranoterapeuta”.
Un po’ come la Barbie, ma più maschio.


«Era lei che cercava un pranoterapeuta?»
[PAGEBREAK] 6.
Ti amo, Bruce Willis, perché… hai sparato a Ben Affleck. Con una carabina. Su una piattaforma petrolifera.

In che film
Armageddon (Michael Bay, 1998)

Cosa, come, dove, quando e perché
BOOM!
Tette.
BOOM!
Megan F… ah. No.
Che poi c’è questo asteroide grande come la Terra e più che sta per schiantarsi contro la Terra e più, e quindi il governo del mondiale cosa decide di fare? Spedire la loro arma di distruzione più potente per eliminare l’asteroide, che è poi l’emissario di Galactus, divoratore di mondi.


Sopra: un cattivo minacciosissimo contro il governo del mondiale.

Ovviamente alla fine di tutto l’arma potentissima spaccherà il culo all’asteroide, MA! prima di tutto ciò lo vediamo impegnato in un’attività infinitamente più lodevole e pericolosa: sparare a Ben Affleck.
Con una carabina.
Per insegnargli a recitare.
Mentre i due sono su una piattaforma petrolifera.
Di quelle che, insomma, eh? Michael Bay? Boom?


«Il mio padrone è alto quasi due metri»
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Ti amo, Bruce Willis, perché… sei invulnerabile.

In che film
Unbreakable (M. Night Shyamalan L’HO SCRITTO GIUSTO SENZA CONTROLLARE SU GOOGLE SUCATE TUTTI, 2000)

Cosa, come, dove, quando e perché
Unbreakable è un film su fumetti, supereroi, un tizio nel negozio di fumetti che indossa una maglia dei Motörhead e Samuel L. Jackson con i capelli afro.


Sopra: tipo così, ma con una sedia a rotelle.

I due, già visti insieme in Die Hard 2, rappresentano in questo film i due opposti polari di uno stesso spettro: da un lato un bianco, dall’altro Bruce Willis, da un lato un uomo costretto in sedia a rotelle da una terribile malattia, dall’altro Bruce Willis, da un lato lo Yin, dall’altro Bruce Willis, da un lato il Bene che però forse è il Male e si ricade così in una pericolosa zona grigia epistemologica relativistica e culturalmente derivabile dalle lezioni di Stökenfreunde, dall’altro Bruce Willis.


«Che zagoma kvello Stökenfreunde!»

In sostanza, all’inizio della pagina c’era un discorso ben avviato e sensato, del quale però ho perso ogni controllo perché sono stato colpito violentemente sul telencefalo da un metaforico colpo di mazza sferratomi da Bruce Willis.
Perché Bruce Willis è invulnerabile, e noi lo amiamo per questo.
E a tal proposito…
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Ti amo, Bruce Willis, perché… sei invulnerabile e usi questa caratteristica a tuo vantaggio per proteggere Jessica Alba.

In che film
Sin City (Frank Miller e Robert Rodriguez, 2005)

Cosa, come, dove, quando e perché
È difficile spiegare in poche righe quanto possa essere fico Bruce Willis in Sin City, un film girato tutto strano che poi sembra un fumetto però non come 300 che era una tamarrata con gli addominali di Gerard Butler in CGI mentre invece Sin City è artistico perché c’è dietro la mano di Frank Miller che ha anche disegnato Il cavaliere oscuro FTW HEATH LEDGER!!!

Fatto sta che in Sin City Bruce Willis si fa chiamare Hartigan per non farsi riconoscere dai suoi fan, e poter così menare le mani senza alcun ritegno. Per i suoi pugni passano Nick Stahl e Michael Madsen, tra gli altri, MA!, in una sorprendente inversione di polarità rispetto alla realtà che tutti conosciamo, a un certo punto Bruce Willis si fa sparare e imprigionare.


«Non mi avevano detto che la galera sarebbe stata così»

Da lì in avanti, la storia di Bruce Willis in Sin City è un calvario di botte, frustate, lettere di Nancy, un dito imbustato che non è di Nancy, ma soprattutto il dolore immenso e insostenibile di vedere Jessica Alba fare la spogliarellista.


Sopra: AHIA.

In tutto ciò, però, niente e nessuno riesce a spezzare la ferrea volontà di Bruce Willis, perché Bruce Willis è invulnerabile, invincibile, immortale e generalmente molto fico.
E soprattutto, Bruce Willis odia la polizia.
[PAGEBREAK] Bonus track
Ti amo, Bruce Willis, perché… sei nato nella base militare di Idar-Oberstein

Il film
La vita secondo Bruce Willis (Bruce Willis, 1955-?)

Cosa, come, dove, quando e perché
Bruce Willis è mezzo tedesco: sua madre era una casalinga di Kassel. Il vero nome di Bruce Willis è Walter Bruce Willison von Idar-Oberstein, Deutschland.


Sopra: casa Willis.

Non sentite all’improvviso un’insopprimibile voglia di invadere la Polonia?
[PAGEBREAK] 3.
Ti amo, Bruce Willis, perché… ammazzi gli stupratori con la katana.

In che film
Pulp Fiction (Quentin Tarantino, 1994)

Cosa, come, dove, quando e perché
Abbiamo scelto Pulp Fiction, ma poteva essere Die Hard, The Jackal, Slevin… insomma, un qualsiasi film di Bruce Willis dove Bruce Willis compia una delle attività più tipicamente Bruce Willis che ci siano: ammazzare la gente con la violenza.


Sopra: per un qualche strano motivo, questo è il risultato di una ricerca immagini su Google con le chiavi “Bruce”, “Willis” e “violence”.

Il motivo per cui abbiamo scelto Pulp Fiction?


«Cos’è che stavi dicendo? Qualcosa su un cammino e un uomo timorato? Eh? EH?!»

Vogliamo riuscire nell’impresa di scrivere un’intera pagina su Pulp Fiction senza usare più di una volta le parole “cammino”, “uomo” e.

AH! E “timorato” NELLA STESSA FRASE.
Non citeremo Walter Samuel L. Jackson 5 né Olivia Newton-John Travolta.


Né Ezechiele.

Solo, esclusivamente e appassionatamente Bruce Willis.
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Ti amo, Bruce Willis, perché… abbatti gli elicotteri con le macchine.

In che film
Live Free Or Die Hard (Len Wiseman, 2007)

Cosa, come, dove, quando e perché
Ci sono poche cose nella vita che non bisogna assolutamente fare, per nessuna ragione al mondo. Dare dello stronzo a Mike Tyson. Esultare per un gol di Balotelli. Dividere per zero.


Ecco.

Oppure, infinitamente più grave e pericolosa, far incazzare John McClane. Magari cercando di ammazzare il simpatico nerd imbranato che sta cercando di farsi sua figlia. E conquistare il mondo, nel frattempo.
In Die Hard 4 c’è un tizio che prova a fare tutte queste cose insieme. Si chiama Thomas Gabriel, ed è un cattivone molto importante perché HA APPENA FATTO LA CAZZATA PIÙ GROSSA DELLA SUA VITA.
Perché fa incazzare Bruce Willis, e non solo! Prova anche a ucciderlo scatenandogli contro uomini armati, elicotteri e Maggie Q. Ovviamente Bruce Willis (ti amo) si libera facilmente di ciascuna di queste minacce. E, per quanto ci dispiaccia veder morire un bel pezzo di figliola, non possiamo non inchinarci e urlare di gioia ripensando al modo in cui BRUCE WILLIS (TI AMO!) si libera dell’elicottero.


«Avevo finito le pallottole»
[PAGEBREAK] 1.
Ti amo, Bruce Willis, perché… sei morto all’inizio del film.

In che film
Il sesto senso (M. Night QUELLO DI PRIMA, 1999)

Cosa, come, dove, quando e perché
Premessa maior: nessuno vede Bruce Willis tranne Haley Joel Osment.
Premessa minor: Haley Joel Osment vede la gente morta.
Conclusione: Bruce Willis è morto.


Sopra: lo dice anche Mr. Oizo.

No, senti, amico Aristotele, SUCA FORTE, tu e tutti i tuoi sillogismi. Questa rubrica, nella figura di chi scrive questa rubrica, si rifiuta di accettare tale conclusione, ontologicamente errata, filosoficamente inaccettabile, eticamente corrotta e alquanto pericolosa sul piano della sicurezza personale di tutti noi.

MA! Grazie a un sapiente ribaltamento, questa rubrica, nella figura di chi scrive questa rubrica, utilizzerà la summenzionata ars retorica per trasformare il sillogismo di cui sopra in un’altra sua versione, conforme alle leggi della fisica, della matematica e anche del buon gusto.

Così:
Premessa maior: nessuno vede Bruce Willis tranne Haley Joel Osment.
Premessa minor: Haley Joel Osment vede la gente morta.
Conclusione
:


«Mmm, SCOLLATURA»

Ti amo, Bruce Willis. TI AMIAMO, Bruce Willis.

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