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Burning! Bright!

Di recente c’è stata una vera esplosione di gruppi con il punto esclamativo entusiasta nel nome. I Tiger! Shit! Tiger! Tiger! sfoggiano fieramente addirittura quattro punti esclamativi. Se li meritano? Vediamo un po’.

Il trio è di Foligno, è più internazionale di quanto si pensi, e ha già avuto modo di farsi notare al SXSW.
Ispirati dai Numi delle band più seminali di indie rock e lo-fi, ma prendendo anche il buono del rock inglese di questi ultimi anni, i nostri quattro punti esclamativi dispiegano nell’EP una compattezza e una sapienza da gruppo garage con le carte in regola.
Riff taglienti, una ritmica tutt’altro che banale, passaggi da shoegazer certosini, e un inizio sconvolgente che sembra trasportare nei primi anni ’90: cose non da poco.

Le sonorità d’insieme dei T!S!T!T! non sono particolarmente innovative né lo è l’estetica alla loro base. Cosa distingue, allora, i folignati da tante altre band? La dirompenza; la soluzione che, se anche nasce da qualcosa di derivativo, si tramuta in originale, coinvolgente e, il che non guasta mai, ben suonata. Cinque punti esclamativi.

Pro

Contro

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