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  • Time In Malta: A Second Engine

    Time In Malta

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Punk rock di classe

Mettiamo subito le cose in chiaro. Questo disco è davvero fenomenale, era da tempo che non mi capitava di ascoltare una band così ispirata e coinvolgente. Per la cronaca i Time In Malta arrivano da San Francisco, hanno all’attivo un EP da titolo “Construct And Demolish” per la Escape Artist e questo è il loro debutto su lunga distanza dopo il contratto con la Equal Vision. Il loro stile è qualcosa di fenomenale, in bilico tra hardcore, punk rock, emocore e chi più ne ha più ne metta: un calderone di stili e di approcci diversi che assieme suscitano sensazioni sempre diverse ma sempre bellissime durante l’ascolto. “This Is Our Voice” parte con un inizio sbilenco e sincopato per poi esplodere in un finale potentissimo che si scaglia contro le multinazionali e i poteri occulti dietro ai governi, dove l’urlo “This Is Our Voice!” fa da controparte ad un riff degno dei migliori The Hope Conspiracy. Ma il pregio più autentico di questi quattro ragazzi americani è quello di sapersi adattare ad ogni situazione andando ad intessere delicate melodie emo sorrette dalla eccellente voce di Todd Gullion, prima anche bassista del gruppo e ora solamente cantante, spaziando da attimi molto solari a cupi breakdown hardcore. Eccellenti in questo senso “Read Your Mind” e “Dissolve” in cui riecheggiano anche i grandi Boysetsfire. “Azure” è carica di melodia e gonfia di tristezza, la finale “Grant’s Stand” con la sua melodia sussurrata e il finale a due voci (maschile e femminile) e “Against The Tide” con la sua delicatezza e la sua solarità mai troppo accentuata non fanno altro che confermare il fatto di trovarci di fronte ad una band che ha già trovato la propria identità musicale. Questo “A Second Engine” è davvero un album a tutto tondo, denso, emozionante, evocativo e a tratti rabbioso, come dimostra “This Revolution”, riuscitissimo mix tra Snapcase e il classico sound di casa Equal Vision. Anche l’artwork è in linea con il discorso musicale intrapreso dalla band: semplicità e raffinatezza in immagini, mentre la produzione suona davvero potente, pur conservando quel tipico sound punk rock, piuttosto grezzo e non artefatto. A mio avviso uno dei dischi più interessanti di questo 2002, per classe, fantasia e innovazione, a dimostrazione del fatto che, se si hanno le carte in regola, si possono dire ancora molte cose in campo punk/hardcore, senza dover per forza ricorrere a soluzioni trite e ritrite oppure, d’altro canto, forzatamente originali. Non vedo l’ora di vederli in azione dal vivo quando a Dicembre faranno da spalla agli Snapcase per la loro calata italica. Rivelazione.

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