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Tiromancino: Riscoprendo il lato selvaggio

Incontriamo Federico Zampaglione subito dopo il notevole spettacolo che ha regalato ai fedelissimi che lo hanno seguito fino al Dingwalls di Londra. L’occasione è particolare: il motivo per cui il nostro si trova nella capitale del Regno Unito non è infatti soltanto un’altra tappa del tour estivo dei Tiromancino, ma anche l’anteprima mondiale del suo nuovo film, Shadow, in programma al prestigiosissimo Film4 FrightFest. E le chiacchere si dividono prevedibilmente tra musica e cinema.

L’uscita dal giro delle major, un album live, un tour in inedita formazione a due… il tutto in coincidenza dei tuoi 40 anni, festeggiati da un singolo (Quasi 40) che tira un po’ le somme sulla tua vita. Cosa significa per te questo particolare momento?
Non lo so. È un periodo in cui mi sto divertendo, in cui mi godo la lontananza dalla logica triste e pesante delle case discografiche. La musica, come l’arte in generale, dev’essere autentica, mentre spesso troppe persone vogliono influire per trasformare tutto in un business, e in questo modo il divertimento viene a mancare.

Come ti stai godendo questa libertà? Hai progetti particolari in mente?

In questo momento non ci sto pensando. Mi piace questa dimensione selvaggia, mi sento di nuovo in contatto diretto con la gente e per ora penso solo a godermelo. Sto cercando di non andare solo sul sicuro, il sicuro mi annoia, mi deprime. L’artista deve buttarsi, rischiare…

Hai collaborato con Fabri Fibra per la sua versione di “Incomprensioni”. Ci sono altri artisti ancora capaci di stimolarti o fornirti eventuali nuovi spunti espressivi per i tuoi futuri lavori?
In questo momento nessuno in particolare. Fibra è un ragazzo intelligente, che ha delle cose da dire, e ho collaborato volentieri perché mi è piaciuta molto la sua interpretazione del pezzo, come lo ha rivisto. È uno che vuole parlare con la gente, e non uno che vuole mettersi in mostra.

Il tuo esordio al cinema è stato “Nero Bifamiliare”, una commedia nera citazionista e surreale, non esattamente il tipo di film che in Italia si produce spesso. Ti sei sentito facilitato a sperimentare in questo senso in quanto nome già conosciuto e, presumibilmente, con un valore di mercato aggiunto?

L’Italia purtroppo non è aperta a sperimentazioni. Se qualcuno tenta qualcosa di diverso riceve critiche perché è uscito dal suo territorio, per cui la mia fama di musicista più che un aiuto è stata proprio un ostacolo. “Nero Bifamiliare” è stato il mio primo esperimento a comunicare per immagini e mi ha dato grandi soddisfazioni, ma la mia vera passione, ciò che mi rappresenta di più, è l’horror.

Quali sono i tuoi cult preferiti?
Sono tanti. Troppi.

Sei emozionato per l’anteprima al FrightFest? Cosa ti ha spinto a girare “Shadow ” con cast internazionale e proporlo prima all’estero?
L’Italia sta attraversando un periodo politicamente incasinato, in cui la gente subisce ciò che gli viene propinato mediaticamente in modo superficiale. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso, con “Shadow”, di partire dall’estero. In Italia si fa tutto in funzione della tv, e l’horror è considerato un prodotto di serie B da mandare soltanto in seconda serata, e questo è un peccato perché in passato era al contrario apprezzato per la sua mentalità selvaggia. Per “Shadow” ho avuto la fortuna di avere come produttore Massimo Ferrero, un pazzo appassionato come me che ci ha creduto subito, e sono rimasto lusingato dai complimenti ricevuti all’estero, dove si sono approcciati al film senza pregiudizi di sorta – anzi, al contrario, considerando la mia esperienza in un altro campo dell’arte come valore aggiunto. A questo è seguito il grande onore dell’invito al FrightFest.

Credi che, nonostante l’invidia e i pregiudizi, il tuo nome possa essere in grado di riportare l’attenzione sul genere e magari incoraggiare i produttori italiani a tornare ad investirci maggiormente?

Lo spero. Fondamentalmente mi dispiace che si dica che in Italia certe cose non si fanno quando in passato eravamo maestri rispettati in tutto il mondo, e mi fanno sorridere i giornali italiani che ora si mettono a scrivere che l’horror è rinato.

E con questo lasciamo Federico ai suoi nuovi amici, gli organizzatori del FrightFest e alcuni colleghi registi che sono venuti a godersi il concerto dei Tiromancino. “Shadow” verrà proiettato in prima mondiale oggi al Film4 FrightFest di Londra, in programma al cinema Empire di Leicester Square. L’uscita italiana è prevista per il 2010.

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