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Loop

I Title Fight sono una band hardcore formatasi a Kingstone, Pennsylvania.
Quattro, arzilli, giovani, non potevano che dedicarsi a cose da ribelli (o presunti tali): il rock e le sue sfumature urlatrici.

Tuttavia, Jamie Rhoden urla eccessivamente, manco fosse il maiale sgozzato per il sanguinaccio. E attenzione, non si tratta di screamo.
I dodici brani paiono incantati sulle medesime fondamenta ritmiche, dall’inizio alla fine.
Così “Coxton Yard” suona come “You Can’t Say Kingston Doesn’t Love You” e se non c’è da attivarsi arriva il tono depresso da emo (“Crescent-shaped Depression”).

Gli appassionati del genere comunque non faranno storie.

Musicalmente il quartetto non ha lacune a cui porre rimedio né combina guai sulla via dello spartito.
Ad ogni modo, si sente che manca l’esperienza e specialmente manca il sapersi scollare un attimo dalle proprie cose per aprire gli occhi e comprendere che nel mondo non c’è solo il quattro quarti.

Pro

Contro

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