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Tiziana Fumagalli: Per amore di Tiziana

Da qualche settimana è uscito nella sola piattaforma digitale il disco postumo di Tiziana Fumagalli, “Riso E Stelle”. Tiziana è stata un’artista dai molti talenti: compositrice, giornalista, poetessa premiata, ed autrice di pièce teatrali di cui ha curato molto spesso anche regia. Dalla sua scomparsa nel 2008 è nata la promessa di pubblicare la raccolta di sue composizioni registrata nel 2004. Per una volta, il mondo della distribuzione digitale ha permesso qualcosa in cui l’industria discografica ha fallito: rendere disponibile e diffondere un’opera prima di rilievo assoluto, rimasta inedita fino ad oggi. Laura Moja, produttrice artistica ed esecutiva del progetto nonché amica della compianta Tiziana, ci ha gentilmente rilasciato la possibilità di un’intervista sui fatti e sulla natura di questo progetto.

Iniziamo dal principio. Stiamo intervistando Laura Moja non tanto o non solo perché purtroppo Tiziana non può più essere qui con noi, ma per un altro motivo molto valido. “Riso E Stelle” è praticamente il prodotto di due alleate; una è l’artista mentre l’altra, stavolta, non è il solito impresario discografico ma…
L’altra figura sono io; non tanto perché profondamente amica di Tiziana, argomento comunque imprescindibile per le dinamiche della storia di questo progetto. “Riso E Stelle” è stato l’unico episodio di produzione discografica della mia carriera. In un giorno torrido d’agosto del 2004, in cui probabilmente il caldo aveva fatto male a tutte e due (risate, NdR), decisi anche per lei che ci doveva essere una raccolta delle sue opere registrata professionalmente. Le uniche disponibili erano datate, su supporti analogici ormai non più recuperabili e registrate in presa diretta con metodi discutibili. Così quell’anno presi in carico la responsabilità su qualcosa che andava fatto, ed ho curato tutta la direzione artistica ed esecutiva del progetto.

Un lettore che si trova di fronte a questa storia probabilmente ancora non conosce che cosa potrebbe trovarsi ad ascoltare. Per spiegare quali buoni motivi ci siano per incuriosirsi di fronte alla musica di questo disco, mi verrebbe da chiederti: che cosa ti colpì della musica di Tiziana? Che cosa ti spinse a volere così fortemente che quella musica fosse incisa professionalmente?
Quel giorno del 2004 ricordo che Tiziana mi fece sentire la sua versione definitiva di “Per Amore”. Mi colpì la facilità di questa melodia forte, violenta e penetrante ed allo stesso tempo delicata e pura come un canto dell’anima. Mi prese talmente il cuore che decisi che doveva essere pubblicata, insieme a tutte le sue musiche. La stessa sensazione spero sia quella passata a chi vorrà dare a tutto il disco una chance di ascolto.

La musica di Tiziana è molto comunicativa, armoniosa ed ampia. Non ci sono asperità e per quanto risulti semplice all’ascolto si percepiscono la bravura tecnica che rende ogni linea melodica chiara nell’intento emotivo e un senso di cantabilità che arriva diretta all’animo. C’è un andamento comune tra tutte le canzoni eppure, al contrario di quanto accade con altri esponenti di questo genere, non si avverte minimamente la sensazione di ridondanza o di ripetitività. Secondo te, che hai vissuto passo dopo passo la sua musica, come mai?
Prima di tutto devi prendere la forma originale delle sue composizioni che molto spesso non nascono per il pianoforte. Il suo puoi prenderlo come un genere pop-rock. Sono canzoni essenzialmente, poi eseguite per pianoforte solo e che quindi hanno preso quella forma estetica etichettata come “classica”. È un disco di canzoni molto diverse dall’altra ma con un clima, un’atmosfera che ha un minimo comune denominatore. La scrittura suona varia perché i brani sono stati composti nell’arco di più di vent’anni. In origine sono nati per organici strumentali: per coro e flauto, per quartetto d’archi, per canto lirico, non per pianoforte, fatta eccezione “Per Amore”.

Viene qui da chiederci riguardo alla sua tecnica, vista la varietà di stili e di composizione di cui hai parlato.
La tecnica di Tiziana non era di impostazione classica da conservatorio. Essendo un’autodidatta lei si autoclassificava come strimpellatrice. Studiò tuttavia parecchio e febbrilmente per arrivare ad incidere. La registrazione dei pezzi è avvenuta nel 2004 in pochissimo tempo, in cui i brani sono stati eseguiti anche con piccole ed irripetibili improvvisazioni. Quello che è avvenuto durante le sessioni di registrazione è stato davvero un piccolo miracolo: tutta una serie di invenzioni irripetibili si sono manifestate durante quelle esecuzioni, tanto che nel risultato finale non si riesce a distinguere quella che è la struttura della canzone originale e quello che è lo spunto del momento. Il livello di naturalezza resta fluido e costante, ma i brani escono da uno schema predefinito per andare a sorprendere, toccando davvero. Una delle canzoni a cui Tiziana era più affezionata, la title track dedicata a Gabriel, è tutta frutto di improvvisazione in flusso creativo: la musica l’ha letteralmente attraversata, riversandosi a piccole onde sulle mani.

Tiziana Fumagalli è stata artista e scrittrice, dotata di molti talenti. Ritieni che la musica fosse quello in cui si esprimeva meglio oppure le hai dato una mano perché era l’unico settore in cui non aveva avuto ancora il riconoscimento che meritava di ottenere?
La musica era il suo linguaggio preferito, quello più istintuale; aveva avuto sin da piccola talenti musicali tanto precoci da aver composto per la KonzertHaus di Vienna prima della maggiore età. La madre era una cantante lirica. Ritengo che il suo livello di composizione avesse tutto quanto il necessario per meritare riconoscimento: lo dimostrano i commissionamenti negli anni di composizioni originali dall’Austria, dal Giappone, dalla Germania. Tuttavia in Italia c’è sempre stato un blocco nei suoi confronti: anche quando si organizzavano eventi intorno alle sue produzioni teatrali o poetiche non si riuscì mai ad inserire la sua musica.

Possiamo dire che davanti all’urgenza di rendere arte qualcosa che si prova, l’arte in qualche modo risponde a chi l’ha creata, dando un senso di appagamento prima ancora di condividerla con il proprio pubblico. Abbiamo già detto che Tiziana si cimentava in diverse abilità. Secondo te che cosa sapeva restituirle in particolare la musica?
Lei stava bene quando suonava; era un dialogo con il mondo interno, con il mondo dello spirito. Tiziana si nutriva di questa dimensione. La musica era un mezzo per arrivare a parlare del contatto con tutto ciò che è Altro. Molto spesso le emozioni del mondo interiore diventavano per lei qualcosa che nasceva e viveva, traghettandole da uno stato primitivo ad uno cosciente.
[PAGEBREAK] Nei miti Greci, le Muse erano preposte ad ogni campo dell’Arte. Ben tre avevano più o meno a che fare con la musica: Erato, che provoca desiderio, proteggeva la musica e la poesia amorosa con la sua lira. Euterpe era colei che rallegrava con la poesia lirica ed il suo flauto. Tersicore si dilettava nella danza con plettro e lira. Quale di queste tre rappresentava di più il carattere e la musica di Tiziana?
Tutte e tre assieme. Il riferimento al mito greco mi ricorda molto la parte attaccata all’antichità di Tiziana, capace di una memoria straordinaria che rievoca con la sua musica, e con il suo intendere le vibrazioni delle culture lontane, stati d’animo remoti. Di certo era un talento, questo, coltivato anche durante gli anni di scrittura per il teatro. Tiziana aveva un orecchio molto aperto, capace di sentire tutto quello che era già stato suonato e di ricordarlo.

“Vienna-Rag” è il pezzo più diverso ed è dedicato alla madre. Che figura era la madre di Tiziana e che tipo di dedica ha voluto farle in mezzo a quell’insieme di immagini stupefacenti, amore divertito e libertà?
Oltre ad essere un soprano lirico molto famoso negli anni ’50 e ’60 era una donna molto forte. Ribelle ed anticonformista, che non si faceva condizionare dalle briglie culturali dell’epoca. Tiziana aveva con lei un rapporto splendido, spettacolare, erano come due alleate nella stessa guerra per una mentalità aperta che consentisse un miglior accesso alla verità dell’Arte. La canzone “Vienna Rag” richiama gli anni in cui la KonzertHaus di Vienna suonò alcuni pezzi di Tiziana e in cui le due si recarono insieme in Austria. Il testo è quasi una filastrocca dal sapore delizioso su un tempo di valzer.

Tiziana è stata creatrice di A.R.T.E., tra le altre cose; uno spazio affinché giovani di talento potessero farsi conoscere a Milano. Che spazio ha avuto lei, secondo te, nel mondo dell’arte? È stata più generosa con gli altri in questo che con sé stessa?
Di certo lei è stata generosa, forse al limite dell’incapacità di saper gestire a suo profitto la bravura ed il talento che le erano propri. Ha certamente dato tanto: A.R.T.E. era uno spazio che dedicava spesso ai suoi giovani studenti dell’Accademia privata in cui insegnava, permettendo loro di farsi conoscere, ma salvo alcune donazioni spontanee non aveva entrate. E per questo dovette chiudere quel progetto. Non ho ricordo, invece, di qualcuno che sia stato mecenate per lei.

Il commercio dell’arte si divide volgarmente in ricicli di idee rassicuranti per una vendita garantita, e modernità ed innovazione, su cui pesano le problematiche di ritagliarsi un posizionamento.”Riso E Stelle” troverà nell’era digitale il suo giusto collocamento?
La finalità di questa operazione non è fargli trovare il suo giusto collocamento, sarebbe un obiettivo al momento troppo ambizioso. Intanto abbiamo reso “Riso E Stelle” più accessibile alle persone che in qualche angolo del mondo possono avere bisogno di sentire questa musica. Da una parte è grandiosa l’opportunità stessa che le sue composizioni entrino in un catalogo internazionale per rimanerci più o meno per un indeterminato numero di anni in cui restano trovabili da chiunque. È molto più efficace rispetto all’avere le pareti piene di dischi fisici che non tocchi più perché non sai nemmeno da che parte andare a cercare quello che hai comprato tanto tempo fa, in chissà quale occasione. Lei sarebbe stata felice di questo; diceva che il futuro dei suoi brani sarebbe stato dentro un computer.

Vorrei chiederti quale opportunità il nostro pubblico potrebbe avere nell’incontrare Tiziana attraverso questa sua musica, dentro questo progetto “Riso E Stelle”. Che cosa si può avere ancora la fortuna di conoscere di Tiziana per chi non l’ha mai incontrata prima?
La dolcezza, la carica d’amore che c’è in questa musica, che fa bene a tutti. Lei è riuscita sicuramente a far passare questo in “Riso E Stelle”. È un disco che non vuole dire niente di più: Tiziana non ha, diciamo, voluto consegnare sé stessa dentro queste registrazioni. Ha voluto piuttosto fermare nel tempo questa energia positiva che in particolare le usciva proprio attraverso la musica.

Un’ultima domanda, quella one louder. Non si può scherzare in questo tema, quindi potrebbe suonare anche dura: c’è mai stato qualcosa o un momento in tutti questi anni del progetto “Riso E Stelle” di cui o in cui ti sei pentita di tutto questo?
No mai. Anzi avrei voluto farlo prima. Ma il tutto si è concretizzato al momento giusto, quando anche lei era pronta per spingersi a fare questo passo. Se ci può essere del rammarico, questo spetta alle persone che avrebbero potuto pubblicarla e non l’hanno fatto. Loro sanno chi sono. Ma è stata un’esperienza di realizzazione di un’opera speciale ed irripetibile, curata anche nell’immagine come voleva Tiziana: chi conosce la mitologia egizia riconoscerà in copertina Nut e Ged, rispettivamente la divinità femminea del cielo che presiede la volta celeste ed il regno delle divinità cosmiche, e la divinità della Terra. Rappresentano la prima coppia divina dalla cui unione ha origine l’intera cosmogonia di quella civiltà. Anche all’interno del booklet si trovano figure dello zodiaco egiziano arcaico. Per Tiziana era un mondo ricchissimo di scoperte e di grande misticismo, un contesto sicuramente congeniale alla scoperta della sua musica come un mondo nuovo per l’ascoltatore.

A pagina 3, in esclusiva per LoudVision, potrete ascoltare dal player digitale ufficiale alcuni estratti dei brani di Tiziana
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