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TOdays Festival 2016: la musica che si fa arte allo stato puro – report live

“26/27/28 Agosto ’16 – TOdays Festival” recitavano i cartelloni dal retrogusto psychedelico per l’edizione annuale di un festival che ha sempre saputo accreditarsi con proposte originali e di qualità. Quest’anno non è stato da meno, e numerose sono state le novità, i workshop su scrittura e organizzazione musicale, le nuove location post industriali e il teatro. Tre giorni di musica, arte e contaminazioni che da anni anima la fine estate di una Torino che procede a grandi falcate incontro alla cultura.
Tante le location per una kermesse ricchissima di eventi, 72h di musica di qualità e  il 26 agosto, dopo Pugile, Niagara e Iosonouncane, sale sul palco dello Spazio211 – M83 – veterani dell’elettronica più raffinata, intrecciano da subito crescendo ricchi di armonia. Il prato è pieno, il pubblico segue i groove sempre più accattivanti fino alla romantica stellata di luci finali e la meritata ovazione.

Il romanticismo è solo all’inizio, nella suggestiva atmosfera del Museo Ettore Fico, Calcutta si è unito per l’occasione ad un coro gospel e ha subito riempito la sala del concerto tanto che sono solo alcuni i fortunati che assistono all’esibizione del sarcastico cantautore.

Le atmosfere virano improvvise ed il pubblico si sposta tutto verso l’ex fabbrica Icet che per l’occasione si è rifatta il look e ospita una delle menti più illuminate del cinema horror d’autore – John Carpenter. Essi Vivono, Grosso Guaio A Chinatown, riportano subito alla memoria le impressionanti immagini del suo inquieto immaginario, qui è in veste di compositore con un gruppo molto affiatato e chiude la prima tornata di esibizioni.

Il secondo giorno si comincia presto ed i primi ad esibirsi sono Stearica e Giuda che alle 20.00 lasciano il palco dello Spazio211 ad un Francesco Motta in forma smagliante. Il suo album “La fine dei Vent’anni” è una vera sorpresa e durante il live rapisce tutti con una carica esplosiva di energia positiva.
Il pubblico apprezza e ringrazia trepidante per l’attesa di uno dei gruppi che più di altri ha segnato intere genarazioni di shoegazer. Ne è passato di tempo da quel lontano 1984 in cui William e Jim Reid fondarono a Glasgow i Jesus and Mary Chain ed oggi presentano il loro ultimo album dopo la recente reunion. Le chitarre taglienti e i feedback circolari intrisi di malinconia avvolgono il pubblico in magiche atmosfere e ci portano in un lampo all’evento successivo. Il Museo Ettore Fico questa volta è la cornice perfetta per l’esibizione di Atom™ & Robin Fox che con elettronica e visual d’effetto incantano gli astanti  tra i laser e le modulazioni sonore del loro progetto Dual Vision.

Alle 23.00 il palco dell’ex Icet si tinge dell’indie nostrano con le note di Niccolò Contessa e dei suoi I Cani che infiammano il pubblico adulante. Lo stage diving finale di Niccolò sigilla un amore profondo per il suo pubblico e sancisce il meritato successo per questa data del ToDays Festival. Enorme successo anche per i fratelli Dewaele che a notte inoltrata risporverano il loro progetto più ricco di contaminazioni – I Soulwax. Tripla batteria, moog, campionatori ed un set a dir poco futurista ipnotizzano il pubblico che balla senza sosta fino a mattina anche con le esibizioni di Ivan Smaggie e The Hacker.

La cultura è immancabile al ToDays Festival e nel pomeriggio inoltrato dell’ultimo giorno Elio Germano e Teho Teardo mettono in scena un omaggio a Céline con un’esibizione tratta dal suo “Viaggio al termine della notte“. Al Parco Aurelio Peccei due ore di spettacolo con più di 30 musicisti e una messa in scena essenziale come nel teatro d’avanguardia degli anni ’70, tutto per regalare un’anteprima nazionale al numeroso pubblico accorso.

A seguire, il palco dello Spazio211 si anima di una moltitudine di generi e cambia forma di continuo per ospitare il meglio della musica contemporanea proveniente da ogni angolo del globo. Dal primo progetto solista di Victor Kwality al rock psichedelico di The Brian Jonestone Massacre, dal pop orecchiabile dei Local Native alla dance dei Crystal Fighters e finire con i ritmi ipnotici e tribali degli scandinavi Goat che con le loro maschere pittoresche lasceranno un segno indelebile a chiusura di questa edizione.

Davvero tantissimi gli appuntamenti per questa kermesse, tocca scegliere cosa vedere e tralasciarne purtroppo qualcuno non senza rammarico, ma certamente il prossimo anno segneremo in agenda un festival che tiene alto il vessillo della cultura musicale di qualità.

Per l’anno a venire, quindi, mettete in programma un passaggio a Torino per tuffarvi nella musica che si fa arte allo stato puro.

 

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di Antonio Masiello

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