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Tom Mess: Vice Love

God Save The Music

Riuscire ad ascoltare “Vice Love” dall’inizio alla fine senza un secondo di cedimento vuol dire come minimo avere una certa devozione per Tom Mess e una non indifferente passione per il punk. Non quello edulcorato, però.

Il motivo è presto detto: quindici minuti scarsi per sette canzoni di grida disperate, accompagnate solo da una chitarra acustica stuprata da mani possenti. Se questo non vi basta, dovrete farvene comunque una ragione perché non sono molte le cose che si possono aggiungere.

A dispetto della facile antipatia, bisogna riconoscere a Tom Mess l’ardore di uscire sul mercato con un prodotto così poco orecchiabile. E non perché si sia privilegiata la ricerca cervellotica di chissà quale forma di cacofonia artistica, semplicemente per spontaneità. O capacità.
In ogni caso, questo è Tom Mess.

Pro

Contro

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