Home > Recensioni > Tomakin: Geografia Di Un Momento
  • Tomakin: Geografia Di Un Momento

    Tomakin

    Loudvision:
    Lettori:

Play this music loud

I Tomakin rivestono elegantemente le tele nere della new wave. Incastrati in un sogno dove ci si sforza di correre il più veloce possibile solo per cercare di superare la cruda realtà che non sta muovendo nemmeno un passo.

Sei personaggi che colorano di nero le loro canzoni con basso, chitarre, microsynth, sintetizzatori, batterie e percussioni. Ora che sapete i colori tocca a voi con il pennello della fantasia immaginare come elaborare l’insieme. Ma potreste fare molto di meglio, prendendo per esempio a cuore questo gruppo che sicuramente ricambia quando l’emozione deve scendere in campo.

Anni ’80 a iosa, e la pelle d’oca di felicità attraversa la nostra pelle riempiendo il cervellino uditivo di gioia antica.

Se fosse stata questa la geografia da studiare a scuola, forse ora non sapremmo i capoluoghi di provincia ma sicuramente avremmo avuto una conoscenza più intima di noi stessi.
Tutti gli elementi riportano a un viaggio interiore, questa è la new wave che in questo caso come un testimone viene passato da Garbo direttamente ai Tomakin.
E come veniva suggerito su alcuni album dei Cure, rigiriamo il consiglio per apprezzare meglio questi dieci petali neri: play this music loud.

Pro

Contro

Scroll To Top