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  • Tombs: Winter Hours

    Tombs

    Data di uscita: 23-02-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Blackmetalgaze (?)

Sgombriamo subito il campo da dubbi: i Tombs non sono post-nulla né fanno qualcosa-core. Nonostante escano per Relapse.

Quello che fanno è interpretare a modo loro una materia musicale che in America è ormai arrivata quasi all’abuso: il black metal. Dalla Nera Fiamma, dunque, i tre di Brooklyn prendono i riff e la tendenza alla ripetizione e alla circolarità delle strutture.
La vera peculiarità di “Winter Hours” è piuttosto la contaminazione. “Originale”, direte voi. Eppure, uomini di poca fede!, questo disco riesce a far coesistere il suddetto metallo estremo con i Mastodon, la psichedelia e i muri di chitarra e melodia con una naturalezza sconcertante.

Non mancano i difetti, spesso congeniti alla natura stessa della musica proposta: una certa ripetitività, scarsa perizia strumentale, suoni non sempre all’altezza. A parte questi particolari, comunque, “Winter Hours” si lascia più che ascoltare ed è in grado anche di emozionare a tratti. Di sicuro si tratta di un disco più interessante che genuinamente bello: non siamo di fronte all’esordio datato 2008 a nome Pyramids, tanto per capirci e restare sempre in ambito blackmetal/melodia/muridisuono. Di questi tempi comunque, considerando poi che stiamo parlando di un disco che esce per Relapse, “Winter Hours” è tutto grasso che cola.

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