Home > Recensioni > Tony Formichella & BasOne: Not Too Long Ago

Not Too Long Ago

Il “Sonny Rollins italiano” è tornato. Tony Formichella, uno dei sassofonisti più di rilievo che ha vissuto a cavallo tra Italia, Stati Uniti e Sudamerica, vivendo in prima fila la stagione del jazz italiano anni ’70, sforna tra clamori e stupori il primo disco da studio: un evento al quale partecipa una fitta schiera di ospiti, tra i quali spiccano Harold Bradley, fondatore del Folkstudio e il pluripremiato Henry Cook.

Le registrazioni di brani originali e inediti vedono finalmente la pubblicazione su etichetta Point of View Records, a corollario di un’incredibile carriera snodatasi tra sensibilissime ispirazioni, memorabili partecipazioni live e collaborazioni d’eccezione. Si tratta di un album completamente strumentale: i brani si susseguono in maniera fluida, liquida, tranquilla e talvolta irruenta.

Nove composizioni, più una bonus track: Brani dalle tinte calde, all’insegna di un gusto retrò, che ancora una volta dimostrano la versatilità dell’autore nel trarre dal sax una notevole gamma di melodie e sonorità. E lo fa con l’istinto. Col trasporto che non ha paura. A partire dal jazz etnico e percussivo di “Africa”, si scivola sull’eleganza, raffinatezza e impeccabili melodie jazzate in “Per Verso Blues” o nel quasi swing di “Saint Lawrence”, fino a “Not Too Long Ago”, la titletrack con un grande giro di contrabbasso sul quale entrano tutti gli altri strumenti. A brani dal sapore rilassato, sofisticato, mai freddo, si alternano episodi più immediati, fino all’energica e inaspettata “Soul Blues”. “Star Light” è la bonus track dell’album, in cui Formichella ci ricorda la sua passione per il blues jazzy, in stile “Summertime” di Gershwin.
[PAGEBREAK] I pezzi sono affrescati con tonalità blues, funky, soul o latine, all’insegna di un mosaico che sintetizza la sua lunga esperienza artistica e musicale. Nel loro interno si muovono e si smuovono le sinuosità del flauto o le velature setose della chitarra, una voce profonda, dal grana spessa. Densa e corposa è la sezione ritmica, all’insegna del calore soffuso del contrabbasso, del basso elettrico e dell’hammond; superdinamico l’effetto dei fiati.

Un disco per appassionati e intenditori, penalizzato dalla scarsa notorietà presso il grande pubblico, ma che per immediatezza di impatto si fa gradire anche da un audience di non addetti ai lavori, capace di appassionare amanti della musica di qualsiasi età.

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