Home > Recensioni > Tony La Muerte Onemanband: Dimonio Colombo

La morte del piccione

Ascoltando “Dimonio Colombo” sembra di essere catapultati in America in un tempo indefinito, di sicuro non recente. Eppure il debut-album di Tony La Muerte è in italiano.

Antonio è Onemanband, da solo riesce a suonare contemporaneamente rullante, grancassa con ritmo ripetitivo e convulso, voce urlata e polverosa e anche qualche strumento a fiato e a corda. Unico in un genere che nemmeno esiste, un misto di folk e rock alternativo dai testi davvero originali.

Quindici brani che riescono a spaziare tra l’odio per i volatili e quello per gli elettrodomenstici rimanendo incastrati in una complessità e ricercatezza non riuscite.

Se scrivi un brano contro i piccioni, quegli odiosi, inutili volatili grigio rancido, o sei un completo pazzo che può solo andare in giro per portici a chiedere qualche spicciolo o sei un dannato genio che nessuno comprenderà mai. Propendiamo per la seconda ipotesi, fiduciosi del fatto che non sia, questo album, una meteora fine a se stessa o una patacca stantia su una camicia bianca, ma solo l’inizio di una nuova evoluzione musicale: quella in cui non si parla più solo d’amore e tradimenti, ma in cui si possa sfogare ogni genere di nevrosi.

Pro

Contro

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