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TOP Cumber10 — Come Benedict Cumberbatch conquistò il 2014

C’era un’epoca, non molto tempo fa, in cui il nome di Benedict Cumberbatch era un suono strano, sconosciuto ai più.

Poi, nel giugno 2013 quella parte di mondo immune all’anglofilia (un disturbo ormai sempre più diffuso per cui di tutto si dice “se è Britannico, è migliore”) ha scoperto che nel film “Into Darkness – Star Trek” di J.J. Abrams c’era un tale misterioso John Harrison, ed era piuttosto bravo.

Di lì a poco coloro che non avevano familiarità col singolare volto del moderno Sherlock Holmes televisivo avrebbero imparato a riconoscerlo, conoscerlo e, non di rado, amarlo.

Il 2013, come vi accennavamo qui, è stato l’anno che ha introdotto il “Cumbersass” (neologismo che combina il cognome dell’attore e un termine inglese che potremmo tradurre con “impudenza”): cinque film importanti da promuovere nel mondo, due dei quali noi abbiamo accolto solo l’anno successivo, uno anche meritevole dell’Oscar…

Ma il 2014, se possibile, si è rivelato ancora più farcito di Cumberbatch: ve lo proviamo in 10 punti, rigorosamente correlati di link e rigorosamente in ordine cronologico, perchè sarebbe blasfemo — e pericoloso — da parte nostra misurare la portata più o meno epica di ogni sua manifestazione.

1. Il primissimo giorno del 2014 è stato segnato dal largamente atteso ritorno di “Sherlock”, una serie tv da record, che con solo tre stagioni da tre episodi l’una, mandate in onda a due anni di distanza tra loro, ha dato tutto un altro significato alla parola “Hiatus”, perlomeno nella comunità di ammiratori, o fandom che dir si voglia. L’ultima puntata è stata trasmessa il 12 gennaio in UK, dopo qualche settimana la serie è approdata negli States e più tardi anche da noi, tornando a confermarsi come la produzione di maggior successo della televisione inglese (primato che per qualche tempo era stato di Downton Abbey).

2. In quanto parte del cast di “12 Anni Schiavo” e “I Segreti di Osage County”, usciti nelle nostre sale proprio nei primi mesi di quest’anno , ci si aspettava di vederlo più o meno ad ogni cerimonia di premiazione della stagione scorsa. Ma non è stato proprio così. Se non per quella foto virale post Golden Globes che lo ritrae con Fassbender. Ah, e il premio conferito ai National Tv Awards britannici, ritirato in completo e… bermuda (qui il video). Ma agli Oscar Benedict ha recuperato tutto il tempo perduto, fin dal tappeto rosso: una sua amica gli aveva chiesto di farsi una foto con gli U2, e lui appena li ha scorti non ha perso occasione, donando al mondo il photobomb dell’anno, il Cumberbomb. E no, non ha usato gli assistenti delle star come trampolino, quella era agilità tutta sua (qui il video).

cumberbomb

Poi, ovviamente, è anche comparso in uno dei selfie di Ellen DeGeneres, salito sul palco con Steve McQueen e colleghi, ha fatto baldoria tutta la notte ai vari parties losangelini, fino a casa di Madonna. Ma il picco c’era già stato.

3. La primavera ha visto il nostro imperversare perlopiù nei media inglesi, ma questo non ha impedito alle varie testate internazionali di continuare a narrare le sue gesta più e più volte. Gli highlights:

– in aprile è apparso nella rivista High Life distribuita nei voli British Airways. Il che ha causato un’ondata di crimini.

– i primi di maggio, insieme alla madre, l’attrice Wanda Wentham, si è recato al Chelsea Flower Show, uno dei più rinomati eventi florovivaistici del Regno Unito (qui il video), occasione elegante e tranquilla, se non fosse stato per la foto del Benedict adolescente su un terrazzo fiorito gentilmente divulgata per l’occasione. Altra ondata di articoli.

bc flower young

– a fine maggio era in Galles, all’Hay Festival, dove è stato molto indaffarato, e ha regalato una lettura memorabile di alcune lettere d’amore, insieme alla bravissima Louise Brealey (collega sul set di “Sherlock”), oltre che una straordinaria lettera di Iggy Pop. Stavolta l’invasione di giornali e blog era da celebrare (qui i video: Cumberbatch e Brealey, Iggy Pop).

4. Siamo giunti all’estate. Come ogni anno, a luglio si tiene il raduno di appassionati di fumetti, fantascienza e tutto ciò che essa ha ispirato nel cinema e nella televisione, meglio noto come Comic-Con. È piuttosto epico, ogni volta. Quest’anno a San Diego è sbarcato anche lui. Presentando dapprima “I Pinguini di Madagascar” e poi accompagnando amici e colleghi dalla Terra di Mezzo, nel panel de “Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate” che già senza di lui sarebbe stato perlomeno memorabile, con tutti i nomi coinvolti, a partire dal moderatore Stephen Colbert  in piena tenuta “Hobbit”… ma poi s’è sentita la voce di Smaug che salutava la fan ormai conosciuta come Button Lady, ed è stata la fine. Ha anche sostenuto una conversazione imitando Jar Jar Binks, il personaggio più bistrattato di Star Wars, ma preferiamo ancora il suo Chewbecca. Sorry.

5. Vi ricordate il fenomeno che ha percorso la rete durante tutto Agosto? Il benefico, pubblicitario, amato e detestato Ice Bucket Challenge? Ve ne avevamo parlato qui, in attesa che Cumberbatch rispondesse alle nomination. L’ha fatto poco dopo, e come di consueto “ha rotto l’internet”.

6. Eppure il meglio deve ancora arrivare, in quanto a terremoto mediatico.L’11 agosto, nel giro di minuti vengono vendute decine di migliaia di biglietti per uno spettacolo teatrale che aprirà i battenti un anno dopo, nell’Agosto 2015. Il sold out per “Hamlet”, al Barbican, ha polverizzato qualsiasi altro record storico nel teatro inglese. Nelle settimane seguenti, tra la miriade di interviste apparse in concomitanza con la promozione dei film che lo vedono protagonista in questa stagione, alcune hanno fatto particolarmente sensazione (c’è una singolare attenzione per quella volta in cui ha descritto con dovizia di dettagli “come sarebbe il sesso con Sherlock”). Ma l’annuncio più eclatante è stato quello più discreto di tutti, riguardo il fidanzamento con l’attrice/regista teatrale Sophie Turner. Miracolosamente, Cumberbatch era riuscito a mantenere un quasi assoluto riserbo sulla sua vita sentimentale. Ma la mattina del 5 novembre ha dissipato ogni dubbio nel modo più sobrio ed elegante possibile: come per i pari del regno prima e le personaltà più importanti poi, un trafiletto sul Times annuncia l’evento. Poche righe stampate hanno avuto un effetto deflagrante, ma la comunità di ammiratrici si professa perlopiù genuinamente “contenta per lui”. E lui ovviamente l’aveva previsto, spingendosi a rassicurare il mondo con la battuta “le vostre ovaie certamente servono ancora” (qui il video).

Benedict-Cumberbatch-engaged

7. Arriviamo ai film. Il primo e più importante della stagione è quello che fin dai festival estivi d’oltreoceano (Telluride, Toronto) viene considerato il miglior ruolo della sua carriera, “The Imitation Game” (da noi in sala il 1 gennaio prossimo, col titolo “L’Enigma di un Genio”), biografia di Alan Turing, tratto da una sceneggiatura premiatissima, prodotto dai fratelli Weinstein che sanno costruire campagne mediatiche totalizzanti, stavolta capitalizzando il potenziale mediatico del loro protagonista. Impossibile dunque tener traccia di tutto ciò che è stato pubblicato, perciò segnaliamo:  la sua seconda copertina per il TIME (a un anno dalla prima, ottenuta sempre per la sua capacità di interpretare geni, e nell’anno in cui la stessa rivista lo ha menzionato tra le 100 persone più influenti del mondo) e il video in cui gli viene chiesto di imitare diverse celebrità in pochi secondi (impeccabile il suo McConaughey).

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8. Secondo film dell’anno, “I Pinguini di Madagascar”, in cui presta la voce ad un lupo/agente segreto dal misterioso nome Classified. Inevitabile il perfetto tempismo con cui, in tempo di promozione, riemerge la prova dell’incapacità dell’attore di pronunciare correttamente la parola “penguins”: in un documentario di qualche tempo fa l’inconfondibile voce narrante parlava piuttosto di “Pengwins” o “Penglings”. E confrontato al riguardo da Graham Norton, ha dovuto ammettere il problema e tentare di riscattarsi in tv.

9. Un paio di settimane fa è arrivata una conferma a lungo attesa: Benedict Cumberbatch sarà Doctor Strange. Quindi sì, sarà anche letteralmente un Supereroe, e potrà aggiungere l’universo Marvel ai territori fandom nei quali ha messo piede, speriamo con lo stesso ottimo risultato di Star Trek, Terra di Mezzo e Sherlock.

10. Ed eccoci all’ultimo cumberfilm del 2014, il capitolo finale della trilogia de Lo Hobbit. Grande premiere internazionale a Londra, copertura mediatica di tutto rispetto, fino all’intervista di Stephen Colbert a Smaug in… persona.

11. Ok, è vero, avevamo detto 10 punti. Ma, pur avendo tralasciato altri momenti cult per cui certamente la cumbercollective ci rimproverebbe, non possiamo non menzionare un riconoscimento molto recente: lo scorso 7 dicembre, in occasione dei Moët British Indipendent Film Awards, ha ricevuto il “Variety Award” che si direbbe un premio creato su misura per lui, considerando che viene assegnato a chi nel mondo del cinema “ha convogliato l’attenzione internazionale sulla scena britannica”. Cioè la definizione che potremmo trovare accanto al nome di Cumberbatch su un ipotetico annale della storia britannica per il 2014. E forse anche negli anni a venire.

Insomma, con questo compendio non pretendiamo di esaurire tutto ciò che c’è da riportare su uno dei nomi più chiacchierati di questi anni, ma ci auguriamo di aver analizzato il più meticolosamente possibile i momenti salienti della Cumbermania. E se purtroppo non ci è ancora dato riferirvi di persona le reazioni e opinioni dell’oggetto di tanta dedizione, possiamo però assicurarvi che lo stesso Benedict è ben consapevole della sua sovraesposizione. Ha paura che il mondo si possa stancare di lui”, e sebbene per alcuni questa non sia un’eventualità davvero remota, i più sono ancora bramosi di vederlo alle prese con i suoi prossimi progetti.

Nel caso dunque vi foste appassionati e voleste celebrare Natale in sua compagnia (più o meno), c’è un modo: i prossimi 23 e 24 dicembre la BBC Radio 4 manderà in onda l’attesissimo episodio finale della deliziosa serie comica “Cabin Pressure” scritta da John Finnermore, nel cui cast troviamo, oltre a Ben (ormai è di famiglia no?), lo stesso Finnermore, Roger Allam e Stephanie Cole. Humor britannico delicato e davvero esilarante, consigliatissimo.

Photo Credits: Art Streiber per New York Magazine

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