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Top Seven: le canzoni più indie dell’estate 2017

“L’estate non è una stagione ma uno stato d’animo”. Lo so, sembra lo slogan di un’agenzia di viaggi.. ma è la verità. L’estate è libertà, spensieratezza, notti brave e sogni follie. Una stagione in cui tutto sembra possibile e i pensieri e la routine metropolitana così lontana. Una stagione che risuona di tormenoni, spesso latinoamericani e quest’anno l’apripista Despacito è stato sbaragliato dalle italianissime hit Pamplona, Tra le granite e le granate, Riccione e Volare. In un panorama così spensierato e pop(ular), pieno di loop, che posto occupa l’indie? Lo stesso di sempre. L’indie è mentalità, un anticonformismo, un ribellarsi alle logiche delle major o di chiunque imponga il suo stile. E così, in una stagione spensierata, se ci va di essere ancora malinconici, siamolo pure. Intanto come ogni stagione, malinconica o no, anche l’estate avrà le sue colonne sonore. E le vostre quali sono?

1) Quasi intelligenti: Boris Ramella.

“Perchè siamo tutti quasi intelligenti con le frasi prese in prestito dai siti web!”, dice Boris. Estate = addominali in bella mostra, cocktail super colorati e cubi leddizati in discoteca. Cosa c’entra la citazione di Bukowski o dell’impegnato Baudelaire a margine di ogni fotografia?

2) Un giorno nuovo: Sick Tamburo.

“Non sprechiamo parole, godiamo quel che abbiamo quì”. Il giorno nuovo è il giorno in cui riusciamo a vedere il mondo per quello che è senza i filtri dell’educazione ci accompagnano da sempre, il giorno in cui a guidarci sarà solo l’istinto. E’ il giorno in cui ci lasciamo andare alle estensioni del nostro ego senza pensare alle conseguenze. E in estate ogni giorno (o notte) è così.

3) Bacia, Brucia, Ama, Usa: Leo Pari.

Roma è vuota l’estate, un deserto le strade. Lungotevere scorre tra una carezza del sole e uno  schiaffo alla luna. [..] All’improvviso ti vedo mentre scendi le scale e riaccendi il colore. Ti porterò a ballare la sera,andiamo fuori per cena, facciamo mattina. Come due pazzi ci sdraiamo per strada a guardare le stelle, prendine una…” . Una descrizione migliore dello stato d’animo estivo esiste? Secondo me no.

4) Il costume da torero: Brunori SAS.

“Non sarò mai abbastanza cinico da smettere di credere che il mondo possa essere meglio di così”. Parlavamo  di pensieri onnipotenti nella stagione più calda dell’anno, e il buon Darione deve averci presi in parola.

5) Quella Te: Gazzelle.

Il comunicato stampa che accompagna questo brano recita: “Occhiali da sole, occhiaie da solo. Zenzero e zucchero filato. Amori squarciati a metà, con la felpa sporca della sera prima”. Mi sembra la perfetta sintesi della fugacità dei rapporti estivi, consumati senza prestare attenzione ai dati anagrafici, nel mistero, così come hanno fatto i Gazzelle prima di svelare la loro identità, ma che portano addosso i sapori e gli odori della vita trascorsa, anche l’indomani al risveglio.

6) Albero: Calcutta.

Traccia aggiunta all’album “Mainstream” nella versione delux in uscita il 3 giugno. Calcutta canta la paura e la disillusione al pensiero di una  vita senza di lei. Effimero come l’estate.

7) Ex- Otago: Mare.

“Sopra la sabbia bollente il gelato si scioglie, mentre la spiaggia si ferma e rivedo  gli occhi di mio padre. Non è sempre vero che si sale in cielo, c’è chi sceglie il mare e le sue sirene…” Ok, l’estate non è la stagione più adatta per pensare alla morte, ma il tanto tempo libero un pensiero verso i tuoi cari ti induce a farlo.

BUONE VACANZE!

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