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Top Ten — I 10 migliori film del 2014

A poche ore dalla fine del 2014, vi proponiamo la nostra top ten cinematografica: i dieci film che hanno ottenuto i voti più alti tra quelli recensiti quest’anno su LoudVision. I non pochi casi di pari merito sono stati risolti con degli spareggi mirati (“Guardiani della Galassia”, ad esempio, l’ha spuntata su “Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie”).

Della lista non fanno parte due film che pure hanno ricevuto ottime valutazioni dai nostri critici: “Nymphomaniac” di Lars Von Trier (perché le quattro stelle si riferiscono alla versione director’s cut non distribuita nelle sale) e “Italy in a Day” di Gabriele Salvatores (data la particolare natura del progetto e la distribuzione limitata ad una sola giornata).

Dall’elenco sono esclusi anche alcuni titoli usciti in Italia nei primi mesi del 2014 ma prodotti nel 2013, come “12 anni schiavo” di Steve McQueen, “A proposito di Davis” dei fratelli Coen, “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese e “We Are  the Best!” di Lukas Moodysson.

Pronti? Procediamo (clic sui titoli per la recensione completa).

10. THE GRAND BUDAPEST HOTEL di Wes Anderson
«Puro distillato di Anderson, astenersi detrattori o delusi»: il film sta ottenendo importanti consensi in questa awards season, soprattutto da parte dei critici, e ha ricevuto quattro nomination ai Golden Globes (miglior film comedy, regia, sceneggiatura e attore Ralph Fiennes). Staremo a vedere cosa succederà agli Oscar: l’Academy ha candidato Wes Anderson tre volte (per le sceneggiature di “I Tenenbaum” e “Moonrise Kingdom” e per “Fantastic Mr. Fox” come film d’animazione) ma non l’ha mai premiato.

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9. RITORNO A L’AVANA di Laurent Cantet
“Rethour à Ithaque”, così recita l’evocativo titolo originale, nasce dalla collaborazione tra Laurent Cantet e il romanziere cubano Leonardo Padura: una «straordinaria prova di improvvisazione e di scrittura teatrale (tra gli attori Isabel Santos, Jorge Perugorría, Fernando Hechevarría, Néstor Jiménez, Pedro Julio Díaz Ferrán, ndr) e allo stesso tempo una spudorata disamina del regime castrista». Presentato alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia 2014.

8. GUARDIANI DELLA GALASSIA di James Gunn
Il film della Marvel con Zoe Saldana, Chris Pratt, Dave Bautista e (le voci di) Vin Diesel e Bradley Cooper «risuscita un genere ormai dato per estinto, quello del blockbuster iperpositivo senza essere semplicista, genuinamente divertente degli anni 80». Tra gli aspetti più apprezzati di “Guardiani della Galassia”, anche l’“Awesome Mix Vol.1“ che funge da colonna sonora e comprende, tra gli altri, David Bowie e Jackson 5.

7. BOYHOOD di Richard Linklater
Il film che Linklater ha covato per 12 anni, riprendendo dal vivo la crescita del giovane protagonista Ellar Coltrane. Un’opera dal background «indie e fiero di esserlo» e che «finalmente zittirà i fatalisti che sostengono sia impossibile scrivere e girare qualcosa di veramente originale oggigiorno». Anche per “Boyhood” ottimo risultato ai Golden Globes con cinque candidature (film drama, regia, sceneggiatura, Ethan Hawke e Patricia Arquette attori non protagonisti).

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6. L’AMORE BUGIARDO – GONE GIRL di David Fincher
Il nuovo film di David Fincher è decisamente tra i nostri preferiti dell’autunno cinematografico tanto da decidere di dedicargli uno speciale: recensione dal Festival di Roma, profili della protagonista Rosamund Pike e della scrittrice/sceneggiatrice Gillian Flynn, intervista all’illustratore Kirk Van Wormer che per “Gone Girl” ha realizzato le copertine di Amazing Amy. Un thriller atipico nel quale «tutti i rapporti personali e sociali contengono un’ombra di finzione» e «la messa in scena è parte integrante dell’identità umana».

5. BELLUSCONE – UNA STORIA SICILIANA di Franco Maresco
«Divertente, istruttivo, agghiacciante»: il film che Franco Maresco dedica al rapporto tra Silvio Berlusconi e la Sicilia è stato proiettato a Venezia 2014 nella sezione Orizzonti dove ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria. L’autore illustra «i perché della penetrazione popolare del berlusconismo in Sicilia in maniera mirabile, mettendo in chiaro la contiguità con la mafia: due entità che si autoalimentano». Sul film segnaliamo anche l’incontro con Marco Travaglio che si è tenuto al Torino Film Festival e durante il quale sono state mostrate scene inedite.

4. MELBOURNE di Nima Javidi
Notevole opera prima dell’iraniano Nima Javidi che a Venezia 2014 la Settimana della Critica ha scelto come evento speciale di apertura fuori concorso. Un giallo, un thriller, un «dramma morale» messo in scena con ammirevole sicurezza: «non è da escludere che a qualcuno oltreoceano venga voglia di tirarne fuori un remake». Il protagonista, in coppia con la splendida Negar Javaherian, è Payman Maadi, già in “Una separazione” di Asghar Farhadi. E mille grazie a Microcinema che l’ha portato nelle sale.

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3. MOMMY di Xavier Dolan
LoudVision ha amato il quinto lungometraggio del 25enne Xavier Dolan fin dall’anteprima al Festival di Cannes (dove il film ha ricevuto il Premio della Giuria ex-aequo con “Adieu au langage” di Jean Luc-Godard, stiamo per arrivarci) e l’ha seguito con attenzione anche al suo debutto nelle sale italiane, partecipando all’incontro con la stampa che il regista ha tenuto a Milano: «il cinema per me è tutta la mia vita, il medium che ho trovato per esprimere la mia rabbia, le mie preoccupazioni, le mie paure», ci ha detto il giovane Xavier.

2. INTERSTELLAR di Christopher Nolan
“Interstellar” non ha certo ottenuto consensi unanimi. Qui a LoudVision, però, il nostro severo punto di riferimento per tutto ciò che rientra nel vasto mondo della fantascienza l’ha promosso a pieni voti perché, malgrado sia «un Nolan all’ennesima potenza, anche nei difetti e nell’ego smisurato», arriva a «scrivere una nuova pagina dell’umanesimo, della scienza, della filosofia su grande schermo». Grazie a questa top ten torniamo a consigliarvi anche l’approfondimento sui riferimenti e le fonti sci-fi dalle quali hanno attinto Christopher e Jonathan Nolan.

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1. ADIEU AU LANGAGE di Jean-Luc Godard
L’ultimo film di Godard presentato a Cannes con una «proiezione UNICA per stampa e pubblico» in 3D (vi rimandiamo al diario festivaliero del nostro inviato per un resoconto dell’avventuroso e sudato ingresso in sala), un’opera che «o si ama, o si odia. O zero o dieci. Per me, dieci. Sipario. Addio al linguaggio. Applausi scroscianti. Ora e sempre, W Jean-Luc Godard».

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